Che lavoro fanno i laureati SCO del 2008?

è una domanda che mi pongo spesso così come se la pongono molti studenti. Mi riferisco ai laureati in Comunicazione (laurea triennale) e in Nuovi media e comunicazione multimediale (laurea specialistica) usciti da Unimore nel 2008 e che hanno incominciato a lavorare dopo la laurea. Se appartieni ad uno di questi due gruppi sarebbe utile sapere:

  • che lavoro fai?
  • come ti trovi a fare quel lavoro? (aspetti positivi e aspetti negativi)
  • alla luce della tua esperienza hai suggerimenti da fare per la didattica (contenuti e metodi)?

? Mi dirai: ma per sapere queste cose c’è AlmaLaurea! Lo so. Il problema è che AlmaLaurea mi dice oggi (febbraio 2009) cosa fanno i laureati del 2006 ( indagine 2007 sui laureati 2006). E poi, con tutto il rispetto per le indagini statistiche, non fa parlare i laureati. Qui non ho nessuna ambizione di rappresentatività statistica ma solo il desiderio di sentire la voce dei laureati che lavorano. E poi, perché no, di metterli in contatto con gli studenti che sono interessati al lavoro che ciascun laureato fa.

8 commenti

  1. Mi sono laureata ad ottobre del 2008. Prima del termine della triennale, nell’ambito dello stage obbligatorio secondo le regole della facoltà di Scienze della comunicazione, ho ricevuto un’offerta lavorativa con contratto a progetto. Ho rifiutato, in primis perchè era mia priorità finire la laurea triennale senza doverla protrarre dopo ottobre, e secondariamente perchè lo stage che ero riuscita a guadagnarmi con tanta fatica non rispondeva al tipo di lavoro che avrei voluto fare io. Nonostante sia stata un’esperienza altamente formativa (agenzia di comunicazione con ufficio stampa, reparto comunicazione, e reparto creatività + account, ruolo di stagista in ufficio stampa e assistente account) il mio obiettivo è quello di lavorare come account o all’interno di un’azienda o all’interno di un’agenzia pubblicitaria. E proprio questo secondo motivo mi ha spinto nello stesso periodo ad accettare un colloquio per un posto come stagista account presso un’agenzia pubblicitaria di Milano, tramite proposta di una mia amica che lavora in quell’agenzia come art director.
    Durante il colloquio mi stupirono 2 cose principalmente: in primis, come il proprietario dell’agenzia non fosse assolutamente interessato ad una laurea specialistica ed anzi, mi suggerì di terminare il prima possibile la mia laurea triennale per poi iniziare a lavorare in quanto “la laurea specialistica il più delle volte è una perdita di tempo”. Secondariamente rimasi scioccata dalla sua proposta: uno stage di un anno nel quale sarebbe avvenuta la mia formazione retribuito al minimo, qualcosa come 250 euro al mese. Spiegato in modo molto più semplice, per loro sarei stata come un’assunta solo che, essendo la mia prima esperienza lavorativa, la mia formazione richiedeva almeno un anno di affiancamento all’account senior e perciò la cosa sarebbe stata sfruttata facendomi passare per stagista per un intero anno, così da potermi pagare il minimo risparmiando il massimo.
    Tengo a precisare che in questa stessa agenzia i ragazzi che lavorano all’interno vivono per lavorare. Sono capaci di stare 20 ore lì dentro facendo le 6 del mattino per essere retribuiti una miseria.
    In tutto questo schifo una cosa giusta quel signore la disse: “un’esperienza lavorativa ti da molte più competenze rispetto a tante delle nostre lauree specialistiche”. E così, una volta finita la laurea triennale, ho capito che se avessi deciso di continuare a studiare, lo avrei fatto per qualcosa che mi avrebbe fornito competenze realmente utili ed utilizzabili nel mio lavoro futuro, che mi permettessero di arrivare realmente preparata e consapevole delle mie competenze nel mondo del lavoro. Ancora più precisamente, ho capito che questi tre anni a Reggio Emilia mi avevano permesso di sviluppare solo competenze teoriche o orientate alla comunicazione. Ma del lavoro reale, dell’economia che sta dietro a piani di comunicazione, o di budget e di mercati io non ne sapevo nulla. Così ho deciso di iscrivermi alla Bocconi dove, dopo aver superato il test, ho iniziato a frequentare il corso di laurea specialistica in Marketing Management. Al dì là dei pareri contrastanti che ognuno può avere su università private o pregiudizi in genere sulla Bocconi, io devo ammettere che mi sta insegnando tanto e sono davvero molto in difficoltà, ma sono felice di esserlo perchè è uno stimolo incredibile al miglioramento. E’ davvero molto impegnativa, sia a livello di tempo (lavori di gruppo continui, casi da preparare e discutere in classe e preparazione d’esami), sia per quanto riguarda la preparazione degli esami a livello di competenze (senza difficoltà ammetto che la preparazione che mi permetteva di prendere un 26 alla triennale a Reggio Emilia qui non mi permette neppure di prendere la sufficienza). Però sento che se dovessi ora iniziare uno stage in un’azienda piuttosto che in un’agenzia, avrei molta più consapevolezza e più fiducia in me stessa, perchè saprei gestire non solo la parte più attraente della comunicazione, ma anche quella meno visibile ma su cui tutto poggia, che è legata alla gestione di un budget, o ad un piano di comunicazione etc. Tutto ciò per dire che sono esattamente d’accordo con Matteo. Per quanto un’università non potrà mai dare le competenze che si possono acquisire durante anche una sola giornata lavorativa, credo che dovrebbe proporre delle lauree specialistiche molto più mirate a quello che è il mondo del lavoro, mentre spesso e volentieri sembra come se laurea e mondo del lavoro fossero due cose completamente distaccate.

  2. Io mi sono laureato a Marzo 2008 in NMCM, e pochi giorni dopo la proclamazione sono partito per l’Irlanda avendo vinto una borsa Leonardo da Vinci. Sono tornato a fine Luglio 2008, a Dublino lavoravo all’ufficio MEDIA Desk Ireland, sportello della UE, con uffici in tutti gli Stati Membri, che s’occupa della promozione degli audiovisivi nel mercato europeo. Ho svolto normale lavoro d’ufficio anche se il compito primario è stato fare ex-novo il sito aziendale. Inutile dire che è stata una esperienza eccezionale, prima di tutto a livello umano.

    Ho iniziato a cercare lavoro ad Ottobre, ma i risultati sono stati pressochè zero. Milioni di CV inviati, pochissime risposte. Dal momento che nessuno sembrava essere minimamente interessato al mio titolo, negli ultimi tempi avevo provato a ‘vendermi’ anche come funzionario commerciale estero, ma anche qui senza ics anni di esperienza neppure ti prendevano in nota.

    Qualche settimana fa mi hanno telefonato dalla Grecia e andrò ad effettuare un tirocinio retribuito di 5 mesi presso il Cedefop di Thessaloniki, si tratta di un centro della Comunità Europea, per semplificare una sorta di ‘Ministero della Formazione’ europea.

    Dalla mia esperienza posso dire che dalla LS eliminerei in toto tutte le materie puramente teoriche, a favore di insegnamenti che mirino *realmente* a saper fare qualcosa.
    E soprattutto, prima di iniziare una qualsiasi riforma nel nome e nelle materie da insegnare in LS, farei una bella indagine sul territorio per verificare se ci sia per davvero necessità di una determinata figura professionale o meno.

    Con il senno di poi penso proprio che farei scelte diverse una volta uscito dalla Triennale.

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