Vecchie e nuove professioni

Guardati un po’ questo video: non è un film, è solo la ripresa automatica di una telecamera. Domanda: ma i dipendenti di camorra, mafia, ndrangheta e compagnia bella sono conteggiati tra gli occupati o tra i disoccupati? E i loro redditi fanno parte del PIL o no?

9 commenti

  1. Avevo già visto il video, anche se di sfuggita al telegiornale, e come tutte le volte che sento notizie di questo genere per di più accompagnate da foto o video, rimango a bocca aperta. Sono d’accordo con la risposta che ha dato Marco, di certo nel loro ambiente, nel loro “Clan” quello che fanno viene considerato come un lavoro e quindi direi che da questo punto di vista sono degli occupati, anche se della criminalità, e questo va solo a nostro discapito. Per mia fortuna più volte negli ultimi anni mi sono occupata di questo tema, da un campo estivo in Calabria a organizzare l’anno successivo una giornata della legalità invitando esperti come Libero Mancuso (Assessore agli Affari generali e
    istituzionali del Comune di Bologna ed ex magistrato), Enza Rando (Ufficio Presidenza di Libera), e anche alcune associazioni o gruppi scout che hanno portato la loro esperienza.Quest’anno avrei anche dovuto partecipare ad un campo di volontariato organizzato dall’associazione Libera che prevede di coltivare i campi confiscati alla mafia ed alcune attività formative, purtroppo non riuscirò a partecipare ma se qualcuno è interessato questo è il link del sito:http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2796
    Credo sia molto importante per noi ragazzi al giorno d’oggi interessarsi o comunque essere sensibili a questo tema, io ho avuto la fortuna di partecipare a molti eventi sulla legalità, ma mi rendo conto che non è facile trovare iniziative riguardanti mafia e legalità e non è facile soprattutto trovarne per i giovani.
    Una delle frasi che più mi ha colpito in questi anni è questa e ve la voglio riportare:

    “E’ bene che io dichiari sin d’ora che “sono di parte”, perché sto da una parte sola: quella della giustizia,della legalità e della trasparenza,dei diritti e della dignità di ogni persona umana”
    Don Luigi Ciotti

    Ps.(Tengo a precisare che non sono al corrente delle cariche attuali di Libero Mancuso ed Enza Rando, questi dati risalgono all’ottobre del 2007)

  2. Avevo già visto il video in un servizio di sky e già mi ero stupita per l’impassibilità e la freddezza con cui queste persone compiono certi atti vandalici. Mi pare di ricordare che il tutto è partito da solo uno di loro che si voleva vendicare del padre, il quale non ricordo bene se aveva ricevuto denunce, minacce o quant’altro dal gestore dei punti presi di mira. Nel video si nota benissimo però che ad entrare in azione sono molti di più…quindi sorge spontanea una domanda: lo fanno per semplice solidarietà rischiando magari di lasciarci la pelle se qualcosa dovesse andare storto o rischiando di essere arrestati?lo fanno per orgoglio morale?
    Mhm…io ho qualche dubbio!Penso che di soldi dietro tutto questo ne girino, ed anche tanti! E’ brutto pensare che c’è gente che viene pagata per questo, certo, forse non riconosciuta dallo Stato e non ritenuto come lavoro fortunatamente, ma effettivamente anche loro aiutano il mercato mondiale ad avanzare….mah…un vero paradosso!

  3. Che posso dire? Le immagini sono molto forti, ma a 20 anni compiuti, anche se non vivo in una grande città, sono ormai consapevole che la criminalità organizzata è una realtà che ogni giorno cerca di espandersi sempre di più all’interno del paese, e vandalismo e intimidazione sono certamente le “armi” più potenti con cui cerca di imporsi. Quindi questo video mostra cose con cui purtroppo si ha a che fare ogni giorno in certe zone del paese. Detto ciò trovo interessante la domanda posta. Un dipendente della mafia può dirsi un disoccupato? Volendo essere estremamente fiscali, si può dire che egli lavora per una “società” che in qualche modo ricava degli “utili” e gli fornisce di conseguenza uno “stipendio”, ma credo che il giorno che picchiare, distruggere, rubare, minacciare e uccidere saranno considerate un’attività lavorativa sarà un gran brutto giorno. Il paradosso in tutto questo è che a pensarci bene il loro reddito può effettivamente influenzare il PIL. Questi criminali passano la maggior parte del loro tempo a svolgere attività illecite investendo una grande quantità di denaro nel traffico di droga, prostituzione e quant’altro….ma idealmente, quando la sera prima di tornare a casa vanno a fare la spesa, o quando vogliono comprare uno degli innumerevoli beni di consumo per sè stessi o per la propria famiglia (perchè perfino bestie come queste possono avere una famiglia) non spendono forse il loro “stipendio” nel mercato italiano, contribuendo a far girare l’economia? E se l’economia gira, il PIL cresce. Fortunatamente nei dati statistici nessuno ha ancora avuto la faccia tosta di aggiungere le voci “rapina”, “scippo”, “protezione” e quant’altro. Ma è inutile fare il gioco delle tre scimmiette quando si parla del denaro sporco che gira nel nostro paese.

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