A distanza di qualche anno dalla laurea

come vedi la tua esperienza universitaria a Unimore nella facoltà di Comunicazione?

  • nel lavoro che fai oggi cosa usi di quello che hai imparato?
  • cosa avresti voluto imparare a Unimore (e non hai imparato)?
  • quale carenza di Unimore e/o della facoltà va assolutamente sistemata?
  • cosa proponi di realizzare ex novo?

Da sociologo, anni fa, cercavo di rispondere a queste domande con questionari. Adesso che ci sono i blog mi piacerebbe cercare di dare una risposta tramite i commenti di chi si è laureato. In concreto, chiedo ai laureati in Comunicazione di Unimore di inviare un commento. Se sei studente ma conosci qualcuno che è uscito da qui chiedigli di intervenire.

13 commenti

  1. Pur non lavorando ancora, sia nel triennio che nella specialistica ho svolto lo stage e quindi, anche se per pochi mesi, ho avuto modo di “testare” le conoscenze acquisite in facoltà.

    * Nel lavoro che fai oggi cosa usi di quello che hai imparato?
    Entrambi gli stage erano collegati all’editoria e alla comunicazione, quindi i corsi più utili sono stati quelli più tecnici: Editoria, Nuovi Media, DT Online, ma anche i corsi di psicologia in cui si è parlato di usabilità e di strategie per una efficace comunicazione.

    * Cosa avresti voluto imparare a Unimore (e non hai imparato)?
    Avrei voluto un corso di inglese in cui si studiasse veramente la lingua; per me sarebbe stato un ripasso importante e per chi non ha fatto inglese in modo serio sarebbe stato utile, anche solo per navigare nel web in modo più funzionale.

    * Quale carenza di Unimore e/o della facoltà va assolutamente sistemata?
    L’organizzazione interna; a me stupisce sempre il fatto che siamo noi studenti a doverci spesso attivare per richiedere le attrezzature, per fare spostamenti di aula ecc.. e il 90% delle volte riceviamo risposte negative. C’è poco dialogo tra i vari uffici burocratici della facoltà.
    Poi ci sono le questioni tecniche: la wireless a singhiozzo, i laboratori non accessibili, pochi spazi per lavorare (e poche prese di corrente per chi lavora con i pc)… con una tassa così salata (che aumenta ogni semestre) si pretende qualcosa in più!

    * Cosa proponi di realizzare ex novo?
    Non c’è lo spazio, ma se si pensa ai servizi per gli studenti/professori una mensa interna sarebbe l’ideale.
    Dal punto di vista della didattica: svecchiare i programmi! Gli stessi libri, o libri simili che dicono le stesse cose… pensare che per catturare la nostra attenzione è sufficiente adattare la teoria a qualcosa di più vicino a noi. Per fare un esempio: per il corso di Semiologia dei NM stiamo preparando una presentazione in classe su un tema a scelta; io lavoro con Federico su alcuni telefilm americani, che adoro. Applicare i concetti della semiotica non è mai stato così piacevole!

    Infine quoto Francesca (“tenere una lista degli ex-alunni (volontaria, non obbligatoria) in modo da sviluppare del sano networking. per gli studenti in uscita puo essere utile sapere cosa fanno i loro predecessori ad evere un po’ di guida e dei consigli”); a me è capitato di chiedere informazioni a ex alunni, sarebbe un progetto utile!

  2. Sullo Student’s Corner aggiungo solo un paio di considerazioni.Il principale limite che ora come in passato ha frenato lo sviluppo di questo spazio è prima di tutto di natura tecnica: lo SC, ma in generale Dolly, poggiano su un’architettura “Moodle”, opensource e ottima per l’e-learnig, ma inadatta sotto molti aspetti per strutturare un forum puro. Sebbene negli ultimi anni gli amministratori si siano dati da fare per migliorare la piattaforma, integrando e implementando per esempio nuove funzionalità, mancano molti degli elementi che potrebbero contribuire a rendere la fruizione dello SC più pratica sia per i moderatori che per gli utenti. Basti pensare che fino ad un anno fa, noi Admin non potevamo editare direttamente i post già inseriti, nè tantomeno spostare i topic. Mancava e manca tutt’ora la funzionalità di “quoting” e “segnalazione”. Inoltre la notifica via feed, o attraverso il comune mailing, degli aggiornamenti sui thread a cui si è iscritti, non è mai stata sviluppata; in altre parole questo significa obbligare gli studenti a visitare di continuo lo Student’s Corner e cercare autonomamente quali sezioni o topic siano stati aggiornati. Una finestra nella home dello SC raccoglie i link ai post editati di recente, ma solo entro un certo limite. Se non si visita il forum con di frequente si possono perdere intere discussioni. Questi sono solo alcuni dei limiti tecnici legati al tipo di piattaforma utilizzata, ma ve ne sono molti altri. Va detto che dei buoni contenuti e una partecipazione maggiore da parte di tutti gli studenti potrebbero riuscire ad ovviare a questi inconvenienti. Una bella “botta morale” noi moderatori l’abbiamo presa quando nel passaggio dal vecchio al nuovo Dolly, ci siam visti amputare tutto quello che era stato fatto nei precedenti anni: interi topic e sezioni sono rimaste ad ammuffire nel vecchio Dolly (2006/2007)senza possibilità di essere traghettate al nuovo e questo a causa dell’ennesima problematica tecnica. Se ora lo SC è un pò vuoto e scarno, è anche per questo motivo. Per quanto riguarda il problema degli accessi va detto che la protezione attraverso login non è casuale e in passato è stata richiesta da noi moderatori. Lo Student’s Corner è infatti uno dei pochi forum (al mondo:) ) in cui si scrive senza la tutela dell’anonimato. Chiunque digitando il vostro nome e cognome da Google può accedere a Dolly e qui carpire ogni genere di informazione che abbiate incautamente e ingenuamente lasciato nei vostri post. Sarà il clima familiare che ha sempre permeato lo SC, ma è un dato di fatto che molti afecionados si siano raccontati più che intimamente nel corso di questi anni (per fortuna) ed è per garantire un minimo di privacy che l’accesso al forum continuerà ad essere protetto. D’altra parte so che per ex studenti è ancora possibile loggarsi senza problemi e se non cambieranno per la centesima volta il sistema di autentificazione, questo potrebbe significare che sarà possibile tornare sul forum anche dopo la laurea. Per non rischiare di portare la discussione eccessivamente fuori dai binari mi fermo qui e chiedo scusa per il breve “fuori tema”. Chiunque volesse partecipare al miglioramento e allo sviluppo dello Student’s Corner può rivolgersi a me o a Lara e sarà sicuramente il benvenuto.

  3. Ciao sono Pietro, laureato SCO mass-media nel 12/2006. Frequento questo master in Svizzera, e attualmente lavoro come interaction designer a un progetto di edutainment in Second Life sviluppato da USI e Polimi.

    1. Nel lavoro che fai oggi cosa usi di quello che hai imparato?

    Ufficialmente sono ancora uno studente, ma nei lavori che ho fatto e sto facendo ho usato i concetti appresi dai corsi più concreti: si tratta di metodi e procedure utili per organizzarmi e quindi essere più produttivo, nonchè di esperienze – sapere dove trovare l’informazione che cerco, avere dimestichezza con computer e digitale. Il resto delle materie che ho studiato in SCO mi sono servite unicamente per avere un sottilissimo background utile per altre materie che sto affrontando ora, giusto per non partire da zero.
    E’ stato utilissimo essere obbligati a uscire dai banchi e presentare qualcosa ai compagni: se non mi fossi abituato a farlo in italiano durante la triennale, mi sarebbe impossibile farlo adesso in inglese.

    2. Cosa avresti voluto imparare a Unimore (e non hai imparato)?

    Avrei voluto imparare di più di queste cose: la teoria è importante, ma non sempre utile. Avrei voluto preparare gli esami senza essere obbligato a comprare un testo, avrei voluto meno lectures e più workshops, avrei voluto imparare facendo insieme ad un professore/assistente e ai miei compagni, avrei voluto fare corsi in inglese.

    3. Quale carenza di Unimore e/o della facoltà va assolutamente sistemata?

    Se devo sceglierne una, direi l’accessibilità ai computer. Poco tempo fa sono rimasto di sasso vedendo che il professore ha l’obbligo di chiudere a chiave l’aula computer (con gli studenti fuori): 100 macchine che rimangono inutilizzate a tempo pieno. Se uno studente ha bisogno di accedere a internet, l’unica cosa che può fare è mettersi in fila in biblioteca, e usare una delle 20 macchine disponibili – un’ora per volta.
    Problema nel problema: perché le macchine nei laboratori sono laptop? Sono incatenate ai tavoli, non si muoveranno mai da li. E un laptop costa quasi quanto due tower…

    4. Cosa proponi di realizzare ex novo?

    Davvero non saprei da dove cominciare. Il problema più grande è che il tipo di università che si continua a proporre è “vecchio”: andava bene nel 1175, quando Unimore è stata fondata, quando l’università doveva trasmettere sapere e niente più – con quello si campava. Nel 2008 l’università deve trasmettere di più, deve essere una fucina di idee, e nella peggiore delle ipotesi deve almeno insegnare a fare qualcosa. Passi il fatto che le lezioni siano ex-cathedra, ma almeno devono essere interattive; e in ogni caso non riesco a trovare un corso per cui non siano ipotizzabili un qualche tipo di applicazione reale, group work e attività in genere. Basta guardare cosa fanno le università di tutto il mondo per capire che quella che ho fatto io in quei tre anni è un’università fuori dal mondo.
    Per non parlare di organizzazione, coinvolgimento e professionalità.

    Ho pensato più di una volta a quanto scritto da Adele – creare una sorta di community utile soprattutto a studenti e laureandi, in cui scambiarsi consigli. Suppongo che esista già (StudentCorner), ma non ha mai funzionato davvero. Idee?

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