A distanza di qualche anno dalla laurea

come vedi la tua esperienza universitaria a Unimore nella facoltà di Comunicazione?

  • nel lavoro che fai oggi cosa usi di quello che hai imparato?
  • cosa avresti voluto imparare a Unimore (e non hai imparato)?
  • quale carenza di Unimore e/o della facoltà va assolutamente sistemata?
  • cosa proponi di realizzare ex novo?

Da sociologo, anni fa, cercavo di rispondere a queste domande con questionari. Adesso che ci sono i blog mi piacerebbe cercare di dare una risposta tramite i commenti di chi si è laureato. In concreto, chiedo ai laureati in Comunicazione di Unimore di inviare un commento. Se sei studente ma conosci qualcuno che è uscito da qui chiedigli di intervenire.

13 comments

  1. Mi sono laureata in “Nuovi Media e Comunicazione Multimediale” a dicembre del 2006 e lavoro da un anno in una agenzia di comunicazione di Parma.
    I due anni di specialistica a Reggio Emilia (i primi tre anni li ho frequentati a Parma, ma quella è un altra storia) mi sono serviti indubbiamente per arricchire le mie conoscenze. Ma le ricchezze più importante che ho acquisito, come in tutte le nuove esperienze che faccio, sono quelle che vanno a riempire il mio “bagaglio di vita”, le nuove sfaccettature che si aggiungono al mio carattere, i nuovi lati che scopro della mia personalità.
    E non ultimo, una volta laureata, sapevo esattamente quello che volevo fare nella mia vita, merito soprattutto di alcuni corsi (non per fare la “lecchina” ma primi fra tutti quelli di Cordef) che mi hanno aperto nuovi orizzonti, hanno stimolato la mia innata curiosità e mi hanno fatto vedere le cose sotto un’altra prospettiva (indubbiamente migliore, meno piatta).

    Nel lavoro che fai oggi cosa usi di quello che hai imparato?

    Molte competenze che ho acquisito sono un bagaglio di nozioni ormai impolverato, perchè raramente mi capita di farne uso. Sono lì, so che ci sono e ogni tanto mi armo di “piumino” e le rispolvero ma raramente. Altre competenze, come quelle acquisite durante i corsi di Cordef (sono ancora caduta nella trappola della “lecchina”) mi sono molto utili nel lavoro che faccio tutti i giorni.
    Sapere che esistono alcuni programmi che ti semplificano la vita, saper usare acrobat, saper scrivere in modo preciso e conciso, saper utilizzare alcune funzionalità “magiche” di word, saper organizzare il lavoro, saper lavorare in gruppo … possono sembrare delle banalità ma nel mondo lavorativo sono sicuramente una marcia in più perchè oltre ad aiutarti tecnicamente in quello che fai, sono un bel biglietto da visita!!! (Il che non guasta mai).

    Cosa avresti voluto imparare a Unimore (e non hai imparato)?

    Come dicevo prima molte cose sono state affrontate in superficie, senza una reale sperimentazione pratica, pura teoria.
    In una laurea specialistica che si chiama ufficialmente “Nuovi Media e Comunicazione Multimediale” mi è sembrato inoltre un controsenso che la maggior parte dei corsi affrontassero solo marginalmente il mondo internet e quasi mai la comunicazione multimediale nel suo complesso (che non è solamente internet).
    Mi sarebbe piaciuto che nel percorso della laurea specialistica ci fossero state lezioni o corsi interi dedicati ai programmi più utilizzati per fare comunicazione multimediale.
    Quello che è mancata è una applicazione concreta di quello imparato con la teoria.

    Quale carenza di Unimore e/o della facoltà va assolutamente sistemata?

    Tutto il reparto “informatico” va potenziato … o meglio esiste???
    Mi sembra inconcepibile che gli studenti non possano usufruire di laboratori informatici (se non se messi “sotto chiave”, come dei sorvegliati speciali, e solamente in orari prestabiliti) e non esista una rete wireless. Ma forse le cose sono cambiate? Almeno spero!

    Cosa proponi di realizzare ex novo?

    Ci sarebbero molte cose da fare ex novo … forse ripensare a tutto il sistema universitario in generale!
    Basta con i test a crocette, assolutamente spersonalizzanti. Bisogna dare agli studenti l’opportunità di fare emergere la propria personalità, le proprie attitudini, le proprie passioni, attitudini e passioni che devono essere “tutelate” a maggior ragione nella laurea specialistica.
    Meno teoria e più pratica.
    Basta con gli stage “fotocopia” (sia nel senso che sono tutti uguali, non tengono assolutamente conto del fatto che si stia facendo un determinato percorso di studi e delle reali attitudini e aspirazioni di una persona, sia perchè spesso si finisce a fare fotocopie)
    Esami adeguati di inglese, lingua della multimedialità e della comunicazione globale per eccellenza.

    Ciao Prof!

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