Quale futuro per La Magdeleine?

La Magdeleine è un piccolo comune della val d’Aosta: 5 frazioni su dolci pendii orientati verso sud a 1640 metri di altezza nella valle del Marmore, quella che, per intenderci, da Chatillon sale a Cervinia. Piccolo? Eh sì, gli abitanti ufficiali sono 109 (dati Istat 2016) ma ti posso garantire che quelli reali sono di meno, forse una sessantina se escludiamo i proprietari di seconde case che figurano come residenti solo per evitare di pagare l’IMU.

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prime nevi d’autunno a La Magdeleine

Bianca ed io viviamo qui dal settembre 2006: all’epoca io insegnavo ancora all’università (Reggio Emilia) e Bianca aveva deciso di lasciare il suo posto di capo redattore in un mensile di arredamento. E così abbiamo messo in vendita la casa che avevamo a Milano, ne abbiamo trovata una  che ci piaceva a La Magdeleine e qui nel giugno 2006 ci siamo sposati e poco dopo trasferiti.

Questa premessa per dire che qui ho vissuto alcuni anni prima come pendolare (tre giorni ogni settimana a Reggio Emilia) e poi come pensionato. La prima condizione era possibile grazie ad Internet: l’anno in cui siamo arrivati ha coinciso con l’inizio di attività di un piccolo Internet provider (Fastalp) che da allora ci garantisce una connessione via radio decente ed affidabile. Pensa un po’: il nostro segnale radio arriva da un ripetitore posto a Torgnon (il paese di fronte) che a sua volta lo riceve dal ripetitore di Plateau Rosa a 3480 metri. Dopo 11 anni siamo forse i loro clienti più fedeli qui in valle. Da parte sua la Regione ha da almeno un anno finito gli scavi per una connessione in fibra ottica a banda larga: forse l’anno prossimo  ci sarà anche questa opzione, vedremo…

A La Magdeleine è quindi possibile fare telelavoro? In teoria sì, in pratica ho alcuni dubbi. I dubbi derivano dall’isolamento sociale che il telelavoro porta con sé e che il vivere in un posto così piccolo acuisce. Reggio Emilia non è New York ma devo dirti che quando scendevo lì facevo un po’ fatica a riabituarmi ai ritmi veloci della pianura italiana e viceversa… Ma non è solo un problema di ritmi mentali: in un paese piccolo manca la massa critica di persone che condividano i tuoi interessi. Tutto ciò per dire che sono molto perplesso quando sento dire che qui, o in simili piccole comunità isolate, sarebbe possibile fare telelavoro. Qui è di sicuro più facile sentirsi in a scolpire zoccoli o galletti che a realizzare ipertesti, analisi socio-economiche o altri lavori intellettuali: in questo secondo caso, se vai al bar a bere qualcosa, hai certamente meno argomenti di conversazione. Certo vivere qui potrebbe andare bene alla figura dello scrittore a patto che lo stesso non abbia bisogno degli stimoli e spunti che solo la città può dare.

Nei 5 anni che ho passato a La Magdeleine da docente universitario pendolare ho sopperito all’estraniamento che il posto mi dava grazie agli stimoli che trovavo nella didattica e nel rapporto con gli studenti a Reggio Emilia nei corsi di Nuovi media, Editoria multimediale e Dati e testi on-line. Se dai un’occhiata a quello che c’è in questo blog te ne puoi rendere conto: cfr. ad esempio le sezioni Didattica e E-book.

Con l’università ho chiuso nel 2011: mi stavo rovinando la vista e l’istituzione mi aveva demotivato alquanto (se vuoi saperne di più scorri i post della sezione Università). Da allora sono passati 5 anni duranti i quali ho vissuto qui da pensionato. Come sono stati? Ottimi dal punto di vista del contenimento dei consumi: qui gli stimoli per spendere sono nulli e i bisogni molto limitati specie se non fumi e non bevi.

Come passiamo il tempo nei 6 mesi dell’inverno? All’aperto, sciando o camminando. Costa tanto sciare? Non direi: con meno di 500 € all’anno se sei residente in Valle D’Aosta puoi sciare nei giorni feriali in tutta la Val d’Aosta, a Zermatt, Alagna, Verbier e La Rosiére. Un bel modo per evitare l’inquinamento della pianura e poi, credimi, passare alcune ore al giorno sotto zero ti fa contenere la spesa per il riscaldamento: quando rientriamo a casa e troviamo 16° ci sembra di essere già troppo al caldo.

Ma i consumi energetici sono contenuti anche in altri periodi: qui non hai mai bisogno di aria condizionata come a Milano, anche a luglio dormi sotto una coperta… Aggiungo che la spesa per abbigliamento non è certo alta visto che indossi più o meno le stesse cose durante tutto l’anno. E sono le stesse cose con cui fai sport: vuoi mettere il piacere di indossare una giacca a vento invece di una giacca e cravatta?

Già, e i consumi culturali? In gran parte li puoi soddisfare grazie a Internet: abbonamenti a quotidiani on-line o in versione pdf, film e musica scaricabili da iTunes o da Google.play. Certo, ci sono problemi se sei un appassionato di teatro o se segui con passione mostre ed esposizioni: qui in valle non c’è una grande offerta. Ma tieni anche presente che un ottimo servizio di pullman (Savda) collega Chatillon con Milan in due ore, e con pure il wi-fi a bordo.

Da quanto sopra penso che tu possa convenire che La Magdeleine può essere una buona scelta per un pensionato sano (in grado cioè di vivere a 1700 m.), amante della natura e con scarse risorse economiche. Non solo perché qui vivi davvero con poco ma anche, e soprattutto, perché il costo di una casa qui non è certo quello di Milano: un trilocale di recente costruzione costa 150-160.000 €… Tieni poi conto che un sito come Immobiliare.it elenca più di 40 case e appartamenti in vendita: segno lampante di un mercato immobiliare saturo e come tale assai favorevole all’acquirente. Questa saturazione è dovuta  anche alla sciagurata operazione immobiliare di una cooperativa ormai defunta che ha lasciato da sola 9 appartamenti nuovi da piazzare a prezzi da saldo.

Ma cosa dire di una coppia giovane amante della natura e della montagna? Non potrebbero essere loro i cittadini ideali di La Magdeleine? Sì ma a patto che abbiano un’attività che non implichi grandi spostamenti e che abbiano figli piccoli. Crescere qui può essere molto bello per un bambino ma assai meno per un adolescente obbligato a scendere a valle per la scuola (elementari ad Antey, medie inferiori a Chatillon, medie superiori a Saint Vincent o addirittura ad Aosta… Per non parlare della vita sociale: qui non  c’è certo la movida… E scendere a Chatillon tutti i giorni significa farsi un’ora di strada di montagna, anche se ottimamente tenuta…

Certo, il posto potrebbe invece essere un’ottima scelta come seconda casa per genitori giovani. Ma uso il condizionale: anche se i prezzi delle case sono scesi rimangono inarrivabili per la coppia standard di trentenni con stipendi di 1000 € o poco più… E poi anche loro si troverebbero nel giro di pochi anni davanti al solito problema: i bambini di un tempo sono cresciuti e vogliono andare altrove. Aggiungo anche che rispetto all’età dell’oro, ovvero i mitici (per alcuni) anni ’60, adesso sono cambiati i gusti e soprattutto i numeri: nel 1961 i bambini di 5-9 anni erano quasi 4 milioni, addirittura 4,6 milioni nel 1971, mentre nel 2014 non arrivavano a 3 (2.870.00 secondo i dati Istat).

Cosa può fare allora un paesino di montagna come questo per evitare un declino inarrestabile? Certo può puntare sul cosiddetto turismo sostenibile: turisti che amano camminare, pestare neve con le ciaspole, pedalare con la mountain bike, andare in giro a fare foto, portare a pascolare i bambini. In effetti è quello che molti comuni di montagna come questo cercano di fare: il problema è il rapporto costi-benefici tra quanto l’ente locale spende e il ritorno per l’economia locale. Spendi 50.000 € per tenere aperto 3 mesi uno snow park ma ti sei mai domandato quanti soldi rientrano tramite i biglietti e i consumi degli utenti? Per fortuna paga Pantalone e i conti non si fanno…

Certo, potresti obiettare che per girare con le pelli di foca o le ciaspole non è necessario che un ente locale spenda molto a parte segnare i sentieri e posizionare un po’ di cartelli. Vero,  è in questo modo che la Valle Maira ha invertito la tendenza all’abbandono e si è creata un suo mercato di nicchia. Ma in quel caso la distanza e difficoltà di accesso è stata la sua salvezza: la valle Maira non è un posto per gite in giornata. La val d’Aosta e La Magdeleine sì: in due ore arrivi da Milano e in un’ora da Torino. La vicinanza alle grandi città è la maledizione della val d’Aosta, per fortuna attenuata negli ultimi anni dal crescente flusso di arrivi dai paesi europei: questi non arrivano per stare un solo giorno e fare una gita con i panini nel sacco. Eh sì, anni di gite scialpinistiche mi hanno fatto vedere da vicino la frugalità dei suoi utenti: non sono 100 ciaspolatori domenicali con il panino nel sacco che possono far sopravvivere un paese… Gli stranieri possono quindi essere un’ancora di salvezza per paesi come La Magdeleine ma bisogna fargli sapere che il paese c’è e offrirgli sistemazioni adeguate copiando chi è più bravo e avanti su questo terreno…

A questo punto concludo con una provocazione che ti potrà sembrare paradossale ma non lo è. Decine di migliaia di pensionati italiani si trasferiscono all’estero attratti da un costo della vita più abbordabile  e, soprattutto, dal vantaggio fiscale che comporta trasferirsi in quei paesi (meno tasse) (vedi un articolo on-line sul tema). La Spagna e il Portogallo sono tra le mete preferite. Mi dirai: “ma in Spagna fa caldo”, già ma sai che qui a mezzogiorno puoi mangiare sul balcone e poi, dai, non hai mai provato a fare la sauna? Scherzi a parte, non sarebbe il caso di togliere i vantaggi fiscali ai pensionati che scappano in Spagna e Portogallo e darli invece a quelli (sottoscritto escluso, ovviamente) che si trasferiscono a vivere in paesi di montagna? Meditate gente, meditate…

Ma adesso che tempo fa a La Magdeleine? Guarda qui.

 

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