Peloponneso, Poulithra

Dopo due mesi sulle isole arrivare sul continente fa quasi impressione. Sosta piacevole in un alberghino del Pireo che già avevamo avuto modo di apprezzare per la simpatica efficienza dello staff e per la silenziosità delle sue camere, moderne, non banali e molto confortevoli. Il nome? Hotel Phidias.

La mattina dopo ci mettiamo in strada alla volta di Poulithra, un villaggio sulla costa est del Peloponneso. Da Atene si va fino a Corinto su un’autostrada nuova e poco trafficata, per poi prendere un’altra ancora più nuova che va nell’interno. Ancora meno traffico e in compenso ancora più ulivi alternati a aranceti.

Deviamo poi per Naufplio che già avevamo visto brevemente all’andata. Fa caldo, è mezzogiorno e camminare sul lungomare davanti ai ristoranti risulta fastidioso per i continui yassa, kalimera, Hello dei camerieri che cercano di accalappiarti. Che differenza con Ikaria dove nessuno si sognava di scocciarti.

Da Naufplio a Poulithra la strada segue perlopiù la costa. Paesini con spiagge di ciottoli e le prime file di ombrelloni. Sono solo 3-4 file, non le 10 e passa dell’Adriatico ma fanno impressione lo stesso. La costa è verde, gradevole ma totalmente priva di fascino. Sembra un po’ di essere sul lago di Garda. E lo stesso dicasi di Poulithra. Piacevole paesino con una spiaggia poco profonda e qualche taverna.

L’albergo Byzantinon è una bella costruzione di pietra gestito professionalmente da una famiglia di greci rientrata dopo anni in Canada. Bravi, davvero attenti ed efficienti. Meritano davvero le recensioni stellari che hanno raccolto su TripAdvisor. Difetti? Uno solo ma adesso non c’è più. Mi riferisco alla zanzara che per due notti ha ronzato sulle orecchie alle 3 del mattino. Adesso se ne sta spiaccicata sul muro.

Da Poulithra si possono raggiungere spiagge attrezzate come Sambatiki

Sambatiki
Sambatiki

ma ci sono spiagge totalmente deserte a pochi km di distanza

L'ultima spiaggia di Livadi
L’ultima spiaggia di Livadi

La carta Terrain del Peloponneso, purtroppo ha una scala grande (200.000) e non riporta tutte le spiagge. Ad esempio non segnala una bella spiaggia appena prima del promontorio di Tirou

Dalla carta Peloponneso (200.000) di Terrain Maps
Dalla carta Peloponneso (200.000) di Terrain Maps

ma usando Google Maps si vede che una spiaggia c’è

La spiaggia di Agios Nikolaos da Google Maps
La spiaggia di Agios Nikolaos da Google Maps

deserta e bella, con magnifici ciottoli verdi

La spiaggia sotto Agios Nikolaos , a sud di Tirou
La spiaggia sotto Agios Nikolaos , a sud di Tirou

Se invece vai a sud e guidi per una trentina di km. per colline e poi su un magnifico altipiano a 700 m. arrivi in vista di Fokianos, una magnifica spiaggia di ciottoli bianchi con un paio di taverne e una piccola colonia di camperisti italiani

La spiaggia di Fokianos
La spiaggia di Fokianos

Ma interessante è anche la zona a nord ovest di Leonidio

Leonidio dal monumento ai caduti della guerra civile
Leonidio dal monumento ai caduti della guerra civile

In questa regione (Arcadia) la guerra civile greca (1946-1949) ha lasciato segni che si sentono ancora oggi se parli con la gente del posto… Il simpatico Christos, figlio del proprietario dell’albergo, ci racconta del nonno militare e della loro casa bruciata due volte dai partigiani “rossi”… Va da sé che Tsipras gli piace poco…

Noi della Grecia nella seconda guerra mondiale sappiamo poco se non nulla. Meno che mai sapevo del ruolo della Gran Bretagna in quel periodo. Se vuoi saperne qualcosa ti segnalo questo bell’articolo apparso sul Guardian dove hai una sintesi delle porcherie messe in piedi da Churchill a partire dal 1944 dopo la ritirata dei tedeschi.

Da Leonidio una stradina cementata sale per 5 km fino al monastero di Sintzas dedicato a San Nicola. Un posto davvero bello che abbiamo visitato con grande piacere.

Ci ha accolto una monaca anzianissima che parlava solo greco ma con un viso bellissimo. Ha offerto dolcetti, biscotti e caramelle e poi è arrivata anche con due banane… Le foto che le ho fatto vedere della Magdeleine sotto la neve le sono piaciute molto e per confermare il suo apprezzamento ci ha regalato un cetriolo di mezzo metro.

Cosa dire, il Peloponneso incomincia a comunicare il suo fascino tramite la sua gente davvero ospitale. E sì che noi italiani qui ne abbiamo combinate di tutti i colori durante la guerra di aggressione alla Grecia nel 1940-1941. C’è da dire che i Greci qui ce le hanno date di santa ragione e non “se la sono legata al dito” come invece con i tedeschi. Chissà forse ha contribuito l’infinita sequenza di cialtroneria e disorganizzazione di cui avevamo dato prova in quella sciagurata guerra. Fatto sta che, anche qui, come sulle isole, “italiani occupanti, tedeschi nemici”…

2 commenti

  1. 1 le file di ombrelloni a Cupra marittima variano da 4 a 6 circa (non 10 come a Rimini)

    2 armata italiana in Grecia chiamata ARMATA SAGAPO’ (?)

    3 arrivano gli alberi nella vostra gita.

    4 Claudia def chiede quando avete finito di fare i vacanzieri (mai?)

    Scritto dal piano di sopra

    (Eva ronfa al piano di sotto)

    M & Cl

  2. prima di tutto, ier sira qui c’era una grossa zanzara !
    Mi ha detto di dirti che non sei un buon cristiano non si meritava di essere spiaccicata.
    Mi ha pure fatto capire che vi rivedrete a Filippi !!!
    Eh si, il peloponneso è molto bello e ancora selvaggio.
    Pensate un po’ a tutte quelle nuove strade asfaltate e/o cementate che prima erano “bianche” e spesso in pessimo stato.
    Nella storia il Peloponneso ha rappresentato tanto, basti pensare a Sparta, Mistras, Olimpia, Epidauro…..
    I posti dove trascorrere la notte erano quasi tutti infelici, case povere di pescatori e contadini
    che erano sempre disposti a darti l’anima pur di accontentarti.
    Un giorno un greco che parlava bene l’italiano e che combattè sulla vojussa, mi disse che con gli italiani occupanti
    ci furono in genere quasi sempre buoni rapporti. Di notte uscivano e scrivevano sui muri delle case ABBASSO MUSSOLINI
    ABBASSO HITLER. Gli italiani ogni mattina pulivano il tutto con calce bianca, i tedeschi facevano saltare le case con la dinamite.
    Ecco la differenza !!
    Oggi qui farà un caldo porco ‘sasino, ma tra due giorni si parte per San Cassiano e allora i temporali non mancheranno.
    Un abbraccio dalla zanzarella !!!

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