Donousa, la piccola

I giorni ad Astypalaia sono volati via e lasciamo l’isola con il desiderio di tornare. E ciò malgrado la scomodità dei collegamenti via mare. Eravamo arrivati alle 4 del mattino e alle 4 del mattino ci alziamo per partire…

Sul ferry si imbarcano poche macchine dirette a Naxos e una sola per Donousa…

Sul ferry per Donousa
Sul ferry per Donousa

Il tragitto alla volta di Donousa (Piccole Cicladi) dura meno di tre ore e il ferry è quasi vuoto. Giornata magnifica con un po’ di vento, come tante altre da quando siamo in Grecia. Verso le 6 arriviamo alla punta est di Amorgos: uno spettacolo!

La punta est di Amorgos nel sole delle 6
La punta est di Amorgos nel sole delle 6

Mezz’ora dopo il ferry arriva al porto di Aegiali: una trentina di persone e qualche mezzo aspettano sulla banchina. A noi sembrano già tanti…

Il porto di Aegiali ad Amorgos
Il porto di Aegiali ad Amorgos

Un’altra ora e si arriva a Donousa. Ci eravamo già stati lo scorso anno ed è un piacere ritornarvi. Il porto ha dimensioni moooolto umane:

Donousa: il porto
Donousa: il porto

L’intera isola non arriva a 200 abitanti ma dispone di ben 16 strutture ricettive. A spanne diciamo che può accogliere almeno 500 persone. Il principale centro abitato, Stavros, si sviluppa sopra il porto e aldilà di una bella spiaggia:

Ci stupiamo a vedere che sull’isola, assai più piccola di Astypalaia, i turisti non mancano. Loukas, il simpatico proprietario dei Makares Apartments dove torniamo quest’anno, è alquanto soddisfatto di come sta andando la stagione. La scorsa settimana aveva addirittura 7 appartamenti su 8 occupati da italiani… Finora è il record di densità nazionale…

L’unica cosa negativa, ci dice Loukas, è stato l’inverno molto asciutto e in effetti nel pomeriggio arriverà la nave dell’acqua a rifornire i serbatoi dell’isola.

È arrivata la nave dell'acqua
È arrivata la nave dell’acqua

L’arrivo dell’acqua permette di fare una doccia senza rimorsi prima di andisto il rintronamento della sveglia anticipata lasciamo perdere Livadi e ci dirigiamo a Trypiti all’estremità dell’isola. Sono le 8 e non c’è ancora nessuno ma tira un vento gagliardo. Impossibile stare, la sabbia smeriglia le chiappe e dopo poco ci spostiamo su una spiaggetta di ciottoli sotto la strada è davanti al solito cartello “free camping and nudism not allowed”. L’isola è però più permissivo di altre e le spiagge dove il costume è un optional sono addirittura 3 su 6: Kedros, Livadi e Trypiti.

Il giorno seguente scendiamo a Livadi

In basso la spiaggia di Livadi
In basso la spiaggia di Livadi

Per arrivare alla spiaggia ci vuole una mezz’oretta su un sentiero assai panoramico: quello che ci vuole per ridurre l’affollamento. Così almeno pensiamo noi. Ma a metà discesa si vede bene la spiaggia, cazzo ci sono almeno 20 persone! L’autobus non è ancora arrivato, l’unica auto alla partenza era la nostra è quindi sono tutti campeggiatori. Eh sì perché il problema di Donousa come del resto di Anafi e di Lentas sono questi villaggetti di sciamannati. Va beh ormai siamo qui e quindi scendiamo lo stesso.

Dopo un’oretta di colpo i culibiotti corrono sotto gli alberi e riemergono tutti in braghettoni. Che succede? Non è la polizia ma solo una barca che arriva dal paese. Il campeggino selvaggio si è organizzato: la barca porta la spesa e i rifornimenti di acqua e carica la spazzatura. La cacca rimane da qualche parte… A fine stagione quanta ne avranno fatta i 30 e forse più campeggiatori? Mah, almeno una tonnellata…

Rifornimenti alla spiaggia di Livadi
Rifornimenti alla spiaggia di Livadi

Comunque sia Livadi quest’anno ci ha deluso: le mareggiate hanno eroso un bel pezzo di spiaggia e portato ciottoloni.

E così il giorno dopo facciamo colazione presto per fiondarci a Trypiti prima dell’arrivo del primo bus in partenza da Stavros alle 10.

Caffè al sole o all'ombra?
Caffè al sole o all’ombra?

Mentre beviamo il caffè arriva, puntuale come un postale svizzero il mitico Skopelitis:

Arriva lo Skopelitis
Arriva lo Skopelitis

Dallo Skopelitis vediamo scendere un’auto e un furgoncino, anche oggi il traffico qui non sarà come sulla tangenziale di Milano. In effetti, guidare a Donousa fa sempre una strana impressione: non si incrocia nessuno. La strada è una sola: 3 km di circonvallazione dal porto e poi da Pera, dove siamo, 8 km per arrivare a Kalotaritissa

Verso Kalotaritissa
Verso Kalotaritissa

Sul percorso a 1 km da Stavros ci sarebbe anche la spiaggia nudista di Kedros. Uso il condizionale perché anche lì ci sono tende e, essendo vicina e con taverna, c’è troppa gente:

La spiaggia di Kedros
La spiaggia di Kedros

Bon arriviamo a Trypiti alle 9 e non c’è un’anima:

La spiaggetta di Trypiti
La spiaggetta di Trypiti

Come vedi la spiaggina è davvero piccola: chissà che casino a luglio e agosto…
Comunque oggi va bene, il vento è calato e con il primo bus delle 10.30 arriveranno solo 2 persone e altre 5-6 solo dopo mezzogiorno. C’è tutto il tempo per raccogliere un po’ di sassi da lasciare poi come souvenir a chi arriverà.

Sassi colorati a Trypiti
Sassi colorati a Trypiti

Cosa dire di Donousa. È davvero piccola e merita una visita a maggio quando non c’è nessuno. Di sicuro i locali sono simpatici e ospitali. Il donnone che ha il caffè-taverna-negozio sopra il porto è una “cartolina”. Mentre compravo il gelato il marito spiaccicava una mosca con la paletta. Mi è venuto naturale dire “kaputt” e siccome lui mi guardava ho aggiunto “Merkel”! Si sono tutti e due messi a ridere e il donnone mi ha fatto un discorso in greco di cui ho capito che per la cancelliera sarebbe stato necessario un grande martello. Alla notizia che eravamo italiani grandi sorrisi, come sempre in questo piccolo ma gagliardo paese.

2 commenti

  1. Bene,bene !
    Anche quest’anno fate ritorno nei posti del ricordo….
    Fa sempre piacere tornare nei luoghi dove si è stati bene, spesso si scoprono anche cose nuove.
    Qualche volta si gira un angolo e senza volerlo, appare il posticino magico.
    Certo voi due non amate troppo la compagnia sulle spiagge, ne’ …!?
    Quest’anno dovrò adattarmi a tanta gente, ma fortunatamente sia a Naxos che a Milos conosco luoghi
    dove al massimo si trova qualche raro indigeno.
    Domani mattina partiremo per Mandello, giusto qualche giorno di relax e speriamo pure un paio di camminatine.
    Ieri serra a Milano il deserto dei tartari !!!! Cosa succede ??? Già, la partita !! Che massa di rinco……
    Ultima settimana di luglio a San Cassiano nel regno di Dolasilla e poi c’è una cantinazza assolutamente fresca fresca.
    Buona continuazione e….tanta invidia !!!!!!!!!!
    r

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