Libri pubblicati da editori e libri pubblicati da autori

Internet e le società di self publishing (come Lulu, Blurb o Scribd post Scribd pubblica e vende e-book) hanno permesso ad un numero crescente di persone di pubblicare libri da soli senza dover passare da un editore. Certo, taluni di questi libri sono boiate pazzesche (come diceva il rag. Fantozzi) ma una considerazione analoga si può fare anche per taluni libri editi da editori di prestigio. Forse è meglio essere cauti e limitarsi a dire che i libri self published sono prodotti artigianali caratterizzati da un’ampia varietà qualitativa. Il dato certo è che il loro numero sta aumentando e oramai, negli USA, supera quello dei libri tradizionali. Se la faccenda ti incuriosisce ti segnalo Authors Unbound Online (articolo di Virginia Heffernan, New York Times, 26.04.2010).

PS: di libri (cartacei e non) con editori tradizionali ne ho pubblicati diversi, forse adesso è ora che provi a pubblicare qualcosa per conto mio.

7 commenti

  1. Credo che pubblicare un libro in Italia ora come ora sia in entrambi i casi un impresa ardua.

    L’editoria multimediale qui è ancora ai primissimi passi, sono rimasto traumatizzato quando una mia amica aspirante giornalista mi ha raccontato che al festival del giornalismo di Perugia durante un intervento del “boss” dell’ordine dei giornalisti, un ragazzo intervenì chiedendo:

    “Cosa ne pensa dei nuovi formati e-book e del publishing online?”

    “Guardi francamente non so di cosa stia parlando.”

    A questo punto mi immagino il momento di silenzio sul palco con annessa palla di fieno stile Far West, e nella mia testa solo un onomatopea:

    “Brrr….”

  2. Io trovo che l’idea dei libri self published sia ottima, in primo luogo perchè gli autori non sono più costretti a sottoporre il proprio lavoro alla revisione degli editori (i quali scelgono il titolo stesso), che ne possono sottrarre l’orignilatà ;

    in secondo luogo, essi non devono sostenere alcuna spesa economica, e anche chi non può permettersi di affidarsi ad un editore, ha la possibilità di vedere la sua opera pubblicata.

    Inoltre, credo che oggi gli editori non guardino più la qualità di un libro, quanto piuttosto il grado delle vendite: perciò, un giovane autore potrebbe vedersi scartare il proprio lavoro,per quanto buono possa essere, a favore di un libro di Moccia, soltatnto perchè il secondo sarà un successo assicurato (pur essendo privo di contenuti o di una forma eccezionale di scrittura) .

  3. Sono abbastanza d’accordo con quanto scritto nei commenti di Jenny e di Lary, anche io credo che serva un’editore che ti curi passo dopo passo tutti gli step della pubblicazione del libro ma credo anche sia un buon punto di partenza per qualcuno che inzia a scrivere e non ha molte possibilità. Tramite una mia amica, qualche anno fa, ho scoperto che esistono degli editori che pubblicano i primi capitoli del “tuo” libro sul loro sito scaricabili gratuitamente, e una volta raggiunto un certo numero di copie prenotate il libro verrà stampato e pubblicato. Questa mia amica aveva contattato questo editore http://www.altromondoeditore.com/
    ma purtroppo non ha pubblicato il suo libro per non essere riuscita a prenotare tutte le copie stabilite.
    Ho riportato questo fatto perchè credo che queste società di self publishing sono un’ottima alternativa a questi editori che ci creano “dei vincoli” per raggiungere il sogno di vedere il nostro libro pronto da leggere, certo non in carta stampata ma immagino che la soddisfazione superi questa mancanza.

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