Affittasi & vendesi

la scorsa estate girando per la Spagna ero colpito dalla incredibile quantità di cartelli di vendesi che vedevo nelle località turistiche di mare e montagna. Adesso la stessa sensazione di eccesso di offerta la vedo in Valle d’Aosta e a Reggio Emilia. Ieri, ad esempio, percorrendo la via Emilia da Santo Stefano a San Pietro ho contato 25 vetrine vuote.  Certo, via Emilia non fa testo ma temo che, una volta passata la crisi, parte di quelle 25 vetrine rimarranno comunque vuote. Mi rimane infatti difficile pensare che il commercio al dettaglio possa riprendere vita dopo le bastonate di questi ultimi tempi e che le banche possano riaprire molte nuove agenzie. Forse non sarebbe male se gli enti locali, comuni in primis, pensassero a come rivitalizzare quelle vetrine piene solo di polvere. Non sto pensando agli ennesimi Informagiovani ma a politiche di incentivazione per attività di lavoro autonomo, specie nel settore delle professioni non-manuali.

4 commenti

  1. Io concordo con la visione della Lisa, a Reggio Emilia e in tutta l’Emilia c’è un degrado del centro storico e sono assolutamente contro la visione dei commercianti che si inventano la scusa dei parcheggi a pagamento. Bene, i parcheggi a pagamento sono ovunque, ma perché a Reggio Emilia il centro muore? Per tanti motivi:

    1 – i commercianti non propongono niente di interessante, Notte Bianca a parte;
    2 – sono nati nuovi centri commerciali e per questo molti cittadini passano là intere giornate (secondo me accade questo perché sono di recente apertura);
    3 – l’assortimento e la scelta: se sei un piccolo negoziante non può sfidare una grande catena vendendo la stessa roba, devi per forza di cose puntare sulla qualità e l’originalità del prodotto;
    4 – Gli stessi cittadini si sono allontanati dal centro storico perché non lo sentono più parte della comunità;

    Cari concittadini, basta scavalcare l’appennino o attraversare il Po per vedere cose totalmente diverse e il primo bel esempio che mi viene in mente è quello di Verona.

  2. tra aprile e marzo il comune ha organizzato 4 incontri sul tema della rivitalizzazione del centro storico a cui potevano partecipare alcuni residenti del centro storico, alcuni commercianti e alcuni rappresentati di organizzazioni/associazioni. io ho avuto la fortuna di partecipare ad uno di questi incontri in quanto rappresentate di un’associazione studentesca e ciò che è venuto fuori è molto interessante perchè erano ua sorta di “tavole rotonde” dove si discuteva dei problemi. fondamentalmente c’era un problema di coniugazione degli interessi di residenti e commercianti, ed in secondo luogo, i commercianti sostenevano che stavano tutti chiudendo perchè la gente invece che andare in centro preferiscono andare nei troppi centri commerciali che ci sono…il punto sta nel capire perchè questo avviene…sicuramente parte della responsabilità è data dalla difficoltà nel trovare parcheggio e questo è pure a pagamento!
    Personalmente credo che sì la crisi abbia contribuito alla chiusura degli esercizi commerciali ma che una buona responsabilità sia anche del comune, perchè dove vivo io, a Pordenone, il centro è sempre pieno, pochissimi negozi hanno chiuso, e in molti ci sono spesso annunci di ricerca personale… quindi…

  3. Per quanto riguarda Reggio Emilia non posso esprimermi in quanto non abitandoci non so bene con quali tempi e con quali modalità il comune decida di agire in merito alla faccenda. In compenso posso tristemente riferire che anche Modena soffre molto di questo problema. Ogni giorno sembra ci sia un negozio in meno… Ormai il centro storico è animato solo da bar, cooperative e banche… ogni giorno c’è un cartello nuovo ed ogni giorno ci sono sempre meno negozi! Penso che il problema stia a monte però! Credo che la crisi abbia solo esasperato una triste situazione che già si stava verificando da anni! Mah… chissà se un domani cambierà qualcosa! ps: Maria ci sta dare spazio ai giovani ed aiutarli economicamente ad intraprendere una carriera nel mondo lavorativo, sarebbe davvero un sogno per tanti ragazzi, ma non penso che esista al mondo o meglio, in Italia politica che giovi a tal modo a noi giovani:( Ma la speranza è l’ultima a morire!!!

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