La saga di un mutuo subprime

Leggere di mutui subprime è un conto, vederne uno è un altro. In questo caso puoi leggere l’articolo Would You Pay $103,000 for This Arizona Fixer-Upper? (Wall Street Journal) e poi vedere lo slideshow.

La signora in questione merita ovviamente tutta la nostra umana simpatia a differenza degli sciagurati che l’hanno sotterrata con una montagna di quattrini che non sarebbe mai stata in grado di restituire. Speriamo solo che da adesso in poi a passarle un po’ di $ per campare ci pensino solo le varie agenzie di welfare e non anche sconsiderati istituti finanziari. Un po’ di compassione ai risparmiatori sventurati che si sono trovati nei loro fondi pensione strumenti finanziari costruiti su crediti inesigibili.

BTW Nel 1979 ero stato ingaggiato come ricercatore in un istituto di ricerca a Parigi con un contratto annuale rinnovabile. Dopo un paio di mesi passati da una anziana signora con pochi soldi e uno splendido appartamento borghese vicino a Avenue Foch avevo trovato un appartamentino sull’Ile Saint Louis. Ricordo ancora come ero rimasto perplesso quando l’agenzia immobiliare mi aveva chiesto un cedolino dello stipendio, spiegandomi che i proprietari non firmavano il contratto se l’affitto superava il 30% del reddito dell’inquilino. Ero reduce dalla California e là questa prassi non la conoscevano. I risultati si sono visti.

3 commenti

  1. Il lavoratore che aderisce ad un fondo pensione non ha nessun controllo sulle scelte di investimento che sono operate dai gestori. La storia non è comunque finita qui visto che in queste ultime settimane le banche italiane hanno cartolarizzato (trasformandole in obbligazioni) 55 miliardi di euro di mutui immobiliari (Vedi articolo su Sole 24 Ore). Sui fondi pensione in Italia segnalo questo articolo di Bloomberg.

  2. In merito al discorso dei crediti al consumo e della rateazione, possiamo stare tranquilli, almeno in Italia, che c’è sempre un controllo dello stipendio, non solo per tutelare il cliente, ma anche e soprattutto per tutelare le aziende che forniscono il credito, le quali vogliono essere certe che il cliente possa pagare con regolarità e, se il tuo stipendio da solo è troppo basso (900/1000 € al mese ad esempio non sempre garantiscono un livello sufficiente per alcuni acquisti), qualcun’altro deve diventare tuo garante e presentare la sua busta paga mensile o la sua dichiarazione dei redditi. E’ un procedimento comune ormai.

    Sulla questione degli “sventurati risparmiatori”, ancora una volta, come ho già scritto in altri commenti in questo blog, presterei attenzione. E’ vero che molti risparmiatori sono rimasti ingannati dalle banche e dagli istituti di credito, ma è anche vero che alcuni di loro si sono fatti abbindolare da tassi di interesse elevati (molto sopra la norma) e prospettive di guadagno senza precedenti… normale che sotto ci fosse qualche subdolo giochetto…

  3. Ottimo esempio quello fatto paragonando Parigi alla California.

    La verità è che dagli anni 2000 la politica economica americana è stata quella del consumo, quella del credito senza garanzie.

    Purtroppo le conseguenze sono queste, se presti soldi a qualcuno che non può ridarteli indietro è normale che ci vengano dei buchi spaventosi.

    Io condanno fermamente le banche che sopra ad esso ci hanno speculato mandano in rovina numerosi risparmiatori e tante famiglie che avevano il sogno di una casa.

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