Nella scuola più che i fondi manca la concorrenza

è il titolo di un articolo che Alberto Alesina (economista all’università di Harvard) ha scritto per il Sole 24 Ore ( articolo 11.09.2008). Alesina spara a zero contro i ministri passati e la loro incapacità di toccare le radici della crisi della scuola italiana: assenza di meritocrazia e di controllo. Ha ragione? Dipende dai punti di vista, per me sì: reduce da una sessione di esami in cui mi sono trovato di fronte la solita situazione di studenti sub-standard che con la loro presenza demotivano quelli bravi.

Riuscirà la signora Gelmini a cambiare la situazione? Non penso proprio, e non solo per la sua furbizia italiota di predicare bene e razzolare male: meritocrazia a parole e esame di avvocato con l’aiutino ( Esami: lo scandalo degli aiutini, Repubblica 10.09.2008).

11 commenti

  1. è chiaro che la situazione italiana sotto il profilo scolastico è veramente ai minimi storici.
    con una sorella prof.ssa,vivo in famiglia il dramma della scuola..
    il problema non riguarda solo lo stipendio (da operaio, ma vabè..ki ha detto ke i prof debbano guadagnare + di un operaio..?), ma l’intera organizzazione. prof ke cambiano scuola ogni anno.. difficoltà a prendere una cattedra a tempo indeterminato, precariato avanzato, etc..

    io ho una proposta:
    il lavoro dell’insegnante è 1 dei + delicati a livello sociale, pertanto bisognerebbe iniziare a “sfoltire la rosa” e togliere via dalle scatole tutti/e qlli/e incompetenti ke rovinano soltanto il ranking italiano.
    x me la soluzione sta nei COLLOQUI: xkè il lavoro del prof è 1 dei pokissimi x il quale non si sostiene un colloquio per essere assunto? è veramente necessario soltanto un concorsino o un curriculum “gonfiato” x insegnare alle future generazioni? BASTA! ke si facciano dei colloqui! al diavolo sti punteggi da fantacalcio ke servono x le graduatorie…

    aggiungo: insegnante unico? una buffonata. a stento un insegnante conosce la propria materia, figuriamoci 5-6 insieme!

  2. Sulla questione del maestro unico sono alquanto perplessa.
    I discorsi, come dire, teorici sull’importanza della pluralità dell’insegnamento etc. li capisco, e teoricamente posso anche concordare.
    Ora però parliamo di ciò che realmente accade nella realtà. Io ho avuto il maestro unico, poichè ho frequentato una scuola privata e posso dire una cosa. Una volta arrivata alle medie mi sono resa conto di tanti miei coetanei che nella scuola pubblica avevano imparato poco e nulla. Loro magari si divertivano, disegnavano più di noi e facevano tante belle cose creative con tante insegnanti “mamme”, ma il risultato è stato che non erano in grado di scrivere una frase grammaticalmente corretta in prima media. Ora con questo non voglio dire che la scuola privata sia migliore della pubblica, o che il maestro unico sia migliore della possibilità di averne tanti. Mi limito solo a raccontare la mia esperienza e a dire che, per quanto riguarda la mia città, la situazione delle scuole elementari è a dir poco fallimentare, e lo era già quando io stessa frequentavo le scuole elementari.
    Penso che il pluralismo di insegnamenti sia importante, ma comincia a diventarlo quando un individuo ha sviluppato una certa forma mentis. A 6 anni o a 10 un bambino deve essere educato, avere dei punti fermi e non “pluralità di insegnamento” perchè questo lo destabilizza e lo rende insicuro (lo abbiamo anche studiato). Pertanto, se gli insegnanti decidessero una via da percorrere e la percorressero nel vero interesse dei loro alunni, allora quello che è lo scopo finale dell’istruzione andrebbe a buon fine. Ma purtroppo in Italia non è così. Ogni Professore si comporta come gli pare, e questo è tutt altro che educativo per un bambino di 6 o 10 anni. Un bambino di quell’età dovrebbe imparare l’importanza dello studio e l’importanza del rispetto delle regole per vivere in una società civile. Pensate che le nuove generazioni lo stiano imparando? Provate a fare le baby-sitter o aiutate dei bambini delle scuole elementari se vi capita l’occasione e capirete ben presto di ciò di cui parlo.
    Concludo quindi dicendo: il maestro unico, non so se sia la soluzione migliore, forse no, ma la situazione odierna è a dir poco tragica e fallimentare. E se l’avere un solo insegnante, magari più severo (si spera) e che abbia la possibilità di seguire a 360° i suoi alunni non solo nella preparazione scolastica, ma anche nella formazione ed educazione, può portare qualche miglioramento, tanto vale tentare perchè comunque la situazione che ad oggi ci troviamo di fronte è tutto fuorchè soddisfacente. Allora sì all’insegnante unico, ma che sia un insegnante non messo lì a caso, ma uno che sa il fatto suo, con ottime credenziali e che possa veramente cambiare le cose.

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