Istat: Università e lavoro 2008

Università e lavoro 2008: orientarsi con la statistica è un utile e-book pubblicato dall’Istituto Nazionale di Statistica ( scheda). Tre i messaggi che leggo nell’introduzione:

  • la laurea serve
  • non tutte le lauree sono uguali
  • non tutti i corsi universitari presentano le stesse difficoltà.

Tra i dati degni di nota:

  • in calo la propensione a proseguire gli studi dopo il diploma: gli immatricolati al 1° anno nel 2006-07 erano il 68,6% dei diplomati dell’anno scolastico precedente (Istat, p. 5)
  • il tasso di abbandono rimane elevato: 19,9% tra gli iscritti al 1° anno nel 2005-06 (Istat, p. 15)
  • il 66% dei laureati nel 2006 era fuori-corso (Istat, p. 16).

? L’e-book di cui sto parlando ha una grafica chiara e attraente: ciònonostante, anche in questo caso, si possono apportare modifiche per aumentarne la leggibilità. Tu cosa faresti? E ancora: quale delle statistiche presentate ti sembra più utile per un efficace orientamento?

2 comments

  1. Aggiungo ai suggerimenti di Marco per migliorare la leggibilità di questo e-book un’altra cosa: ci sono alcuni grafici a torta (ad esempio pagina 8, gli immatricolati per tipologia di corso, pag 41 tipo di contratto) che sarebbero più chiari se fossero dei grafici a barre; il grafico a pagina 19: ordinerei i corsi con un andamento crescente/decrescente delle percentuali perché, secondo il mio parere, rende il grafico stesso più immediato e leggibile.

    Personalmente trovo le statistiche relative alla relazione tra università e lavoro molto interessanti per uno studente che si vuole fare un’idea di come funziona il mondo dopo l’università.

  2. Il testo potrebbe essere inserito su caselle colorate, ciò renderebbe la lettura meno faticosa e più agevole.
    Il testo, sempre rimanendo su questo tema, potrebbe esser meno fitto (lo spazio online non costa nulla), più colorato e volendo con un carattere meno classico del solito Arial.

    Vera nota dolente è la mancanza di segnalibri, che rendono il PDF molto meno usabile e costringono il lettore ad un salto continuo di pagine.

    Noto con divertita curiosità l’antica divisione scientifico/letterario (dove nel primo abbondando i ragazzi e nel secondo le ragazze): evidentemente scrivere rimane ancora un discorso femminile come studiare e ricercare nei laboratori rimane un appannaggio maschile.

    Complimenti ai medici che riescono a laurearsi nei tempi rispetto ai colleghi, nota negativa l’abbandono di iscrizioni dopo la scuola superiore: se, al quinto anno, mi avessero detto com’era divertente e diverso il modo di studiare universitario mi sarei iscritto a giugno.

    Peccato che convocare qualche ragazzo con un minimo d’esperienza venga ancora considerato un vezzo, un appannaggio e si ripiega sulla visitina guidata che solo pochi vanno a fare; più bello di convocare un ragazzo in classe e riempirlo di domande…

    Ma si sa, se l’università italiana segue logiche contorte le scuole superiori ragionano con una mentalità da anni 80: basta finire e quel che sarà sarà.

    Marco

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