come vedi la tua esperienza universitaria a Unimore nella facoltà di Comunicazione?
- nel lavoro che fai oggi cosa usi di quello che hai imparato?
- cosa avresti voluto imparare a Unimore (e non hai imparato)?
- quale carenza di Unimore e/o della facoltà va assolutamente sistemata?
- cosa proponi di realizzare ex novo?
Da sociologo, anni fa, cercavo di rispondere a queste domande con questionari. Adesso che ci sono i blog mi piacerebbe cercare di dare una risposta tramite i commenti di chi si è laureato. In concreto, chiedo ai laureati in Comunicazione di Unimore di inviare un commento. Se sei studente ma conosci qualcuno che è uscito da qui chiedigli di intervenire.
1) nel lavoro che fai oggi cosa usi di quello che hai imparato?
Lavoro soltanto da due settimane, ma mi è già abbastanza chiaro quali conoscenze acquisite mi servono e quali no: sicuramente, visto che sono in un ufficio stampa e comunicazione in cui scrivo anche degli articoli, mi sono serviti quegli esami in cui ho dovuto scrivere e imparare a scrivere sugli argomenti più diversi e per cui ho dovuto produrre tesine (tanti) ma mi hanno insegnato veramente qualcosa solo quelli in cui il docente leggeva effettivamente il prodotto (pochi); per tutta la parte più “tecnica” della scrittura e della gestione di altri strumenti come sito web, newsletter, rassegna stampa, sicuramente il corso di DT della specialistica, di Informatica e Comunicazione, di Informatica e Nuovi Media, di Editoria Multimediale e il laboratorio sul linguaggio html del triennio.
2)cosa avresti voluto imparare a Unimore (e non hai imparato)?
avrei voluto anche io ci fossero altri esami dedicati alle lingue straniere anche nella specialistica… tutto ciò che viene fatto nel triennio a livello di lettorati, nella specialistica viene totalmente perso se lo studente non “fa da sé”
3)quale carenza di Unimore e/o della facoltà va assolutamente sistemata?
concordo con la questione dei laboratori, la wireless (!!!) e soprattutto il fatto che per i tesisti che hanno bisogno di software o di altre risorse in genere non disponibili in facoltà non ci siano soluzioni “economiche” e pratiche sia a livello di tempo sia a livello di denaro.
L’efficienza a livello burocratico… quante scartoffie inutili che bisogna compilare per qualunque cosa!
4)cosa proponi di realizzare ex novo?
su questo ho ancora le idee confuse forse perché ci sarebbero troppe cose da fare ex novo..anche se l’idea di Flavio non mi dispiace affatto!
Mi sono laureata nel 2005 e complessivamente sono soddisfatta della formazione che ho ricevuto a Reggio Emilia.
Ma io sono ottimista per natura…
Ecco le risposte:
1. Nel lavoro che fai oggi cosa usi di quello che hai imparato?
Le abilità di scrittura, cioè il sapere scrivere diversi tipi di testi in buon italiano. La capacità di argomentare, strutturare logicamente il mio pensiero e supportare le mie tesi con delle prove.
La consapevolezza che si comunica affinchè l’altro possa capire, la capacità di lavorare per obbiettivi, anche in gruppo. Inoltre le conoscenze acquisite in diverse discipline, mi permettono di muovermi con una certa disinvoltura in diversi ambiti, dalla psicologia al marketing. Infine, banale a dirsi, uso Internet ed il computer, con accuratezza, come Cordef ci insegnava a lezione e cerco di puntare all’efficienza, come faceva lui.
2.Cosa avresti voluto imparare a Unimore (e non hai imparato)?
Le lingue straniere, come al solito messe da parte come se fossero di secondaria importanza. E poi alcuni software per la realizzazione grafica, competenze sempre richieste nelle agenzie di pubblicità. Infine, il saper esercitare maggiormente la capacità critica e di elaborare un pensiero autonomo che non fosse frutto della mente dei professori.
3. Quale carenza di Unimore e/o della facoltà va assolutamente sistemata?
Carenza appunto di laboratori di lingua e informatica. Mancanza in generale di attività pratiche riguardanti le lingue e la realizzazione di montaggi video ed elaboazioni grafiche. Carenza di dialogo a partnership con il mondo aziendale locale.
4.Cosa proponi di realizzare ex novo?
Obbligatorietà di ottenere certificazioni esterne di lingua (es. TOEFL e IELTS per l’inglese)e di computer (ECDL?), richiesti da moltissimi datori di lavoro. Così la piantiamo con la pagliacciata dell'”inglese ottimo” nei CV e soprattutto siamo costretti ad imparare qualcosa che sicuramente ci serve.
Percorsi più individuali per la specialistica, in cui si valorizzino le abilità, propensioni ed interessi di ricerca del singolo studente. Nell’era della personalizzazione, perchè i nostri percorsi universitari devono essere gli stessi?
Un saluto a tutti
Ottimo post, ma qui sì che ci sarebbe spazio per un’intera tesina! Provo a riassumere il più possibile:
Nel lavoro che fai oggi cosa usi di quello che hai imparato?
Non per “addolcire” il professore (devo ancora dare l’esame di DT!) ma dato il tipo di lavoro che svolgo si stanno dimostrando molto utili in generale le nozioni dei corsi di NM/EM/DT e tutte quelle di informatica raccolte nei vari corsi (PGDB, IA); non da meno mi sono utili le nozioni di italiano (“sai scrivere!”, mi hanno detto, come se fosse una cosa fuori dal mondo, e questo mi ha fatto riflettere) e inaspettatamente anche quelle di psicologia stanno dando buoni frutti (nei rapporti con i colleghi e con il capo)
Cosa avresti voluto imparare a Unimore (e non hai imparato)?
Più sapere pratico (laboratori, magari?!) e un po’ meno teoria, anche se è vero che la teoria è sicuramente il fondamento della pratica; più attenzione al mondo Internet (che verosimilmente sarà sempre più “determinante” in futuro) e alle sue possibili applicazioni in vari campi
Quale carenza di Unimore e/o della facoltà va assolutamente sistemata?
1)il problema dei laboratori informatici: grande risorsa e grande investimento, ma davvero mal utilizzati. Perché non sfruttare le famose 150 ore per gli studenti anche per servizi di questo tipo, come accade per la biblioteca?
2) gli orari e le aule: che siano al servizio degli studenti e non della struttura universitaria, adeguati/e e non decisi/e a tavolino a inizio anno; semmai decidere un orario provvisorio (1/2 settimane) e verificare eventuali possibili miglioramenti “sul campo” prima di stilare un orario definitivo
3) il problema delle prese elettriche e delle torrette sotto la scrivania del professore, ma per quello bisognerebbe “denunciare” (iperbolicamente) chi ha fatto tali scelte in fase di progettazione/costruzione
Cosa proponi di realizzare ex novo?
Una sorta di equivalente universitario di quello che è lo “spazio (o angolo)del cittadino” del Comune di RE: in due parole, un posto dove risolvono problemi. Uno spazio (fisico o virtuale, o entrambe le cose) aperto negli orari di effettiva frequentazione degli studenti, eventualmente gestito o comunque compartecipato da ex-studenti (che quindi conoscono bene ambiente e situazione).
Mi scuso per la lunghezza.