Razionalizzare gli stage universitari

non sarebbe difficile e penso che stagisti, tutor accademici, tutor interni e enti ospitanti sarebbero ben contenti se le procedure diventassero più logiche e le informazioni raccolte venissero davvero utilizzate.

Come tutor accademico incontro lo studente stagista tre volte:

  • due incontri di monitoraggio durante i quali, per due volte, compilo a mano un modulo cartaceo (dati dello studente, dati dell’ente ospitante, durata, data di inizio e fine, mio nome, ecc.), annoto sul modulo gli aspetti positivi dello stage e le eventuali problematiche emerse.
    Domanda: perché il modulo non mi arriva via e-mail già compilato così che io possa aggiungere le mie note sugli aspetti positivi e lo possa reinviare per e-mail?
  • un incontro di certificazione dei crediti acquisiti: per e-mail mi arriva un modulo (file Word) già compilato che io devo completare per la parte che riguarda le competenze acquisite. Poi lo stampo su carta, lo firmo e lo dò allo studente che lo porta all’ufficio stage.
    Domanda: non sarebbe più semplice e logico inviarlo per e-mail?

Lo studente stagista:

  • riporta a mano su un foglio le attività svolte giorno per giorno.
    Domanda: perché non dargli un file xls da compilare?

Lo studente che deve fare lo stage:

  • va all’ufficio stage a sentire che stage ci sono.
    Domanda: perché non aprire un banalissimo blog che segnali gli stage via via disponibili e serva a raccogliere le manifestazioni di interesse?
    A
    ltra domanda: perché non proporre a tutti gli stagisti di redigere una semplice scheda di fine stage (anche sul blog stesso) in cui dicano liberamente cosa pensano dello stage appena svolto?

Gli enti ospitanti:

  • segnalano all’ufficio stage la loro disponibilità ad accogliere stagisti.
    Domanda: perché non pubblicizzare su un blog le offerte di stage?

? Queste sono le prime cose che mi vengono in mente. Di sicuro si potrebbe fare molto di più. Se detesti perdere tempo e ti dà fastidio l’inefficienza perché non pensi ad una tesi di laurea che abbia per oggetto proprio la razionalizzazione degli stage universitari?

3 commenti

  1. Ora come non mai mi domando sempre di pù del perchè tutto questo ben di dio formato da internet e circuito e-mail, non viene utilizzato!
    Io spendo benzina/tempo per muovermi per fare cose per le quali basterebbero semplici click casalinghi di 10 minuti al massimo.
    Invece no!!
    Uso la macchina, spreco benzina, pago l’autostrada, pago marche da bollo, stampo pezzi di carta a spese mie siccome la segreteria ti rimanda solo e solamente su dolly, prendo ferie e perdo tempo!

  2. Per quel che mi riguarda in prima persona, la mia esperienza di stage è condivisa attraverso il mio blog: L’impervio mondo degli stage universitari.

    Sono pienamente d’accordo sulle procedure innovative proposte dal prof. ma entrando all’interno dell’ufficio stage della nostra facoltà (e ci sono entrata giusto stamattina) si capisce che la confusione regna sovrana…I documenti elettronici sono persi nei meandri del pc, non esistono standard, tutte le volte che si inizia o si chiude una pratica si deve fare tutto da capo..
    E le mail solitamente non ottengono alcuna risposta!!!

    Tutta questa confusione è alimentata in primo luogo dalla carta (pagine e pagine di documenti buttati senza ordine su una cattedra e mai nessuno li leggerà) ma credo che prima di passare al mezzo elettronico occorrerebbe una revisione dei processi, una nuova modalità organizzativa che permetta di svolgere in modo efficace ed efficiente le pratiche.
    Prima bisognerebbe stendere i criteri e i piani di lavoro in modo preciso e coerente poi immettere gradualmente nel processo gli strumenti elettronici.

  3. Sono a favore della possibilità di redigere una scheda di fine stage su cui lo stagista esprime liberamente il suo parere sulla sua esperienza per 3 motivi:

    1) le offerte di stage, così come sono pubblicate, non offrono molte informazioni; si certo, su ognuna di esse c’è scritto quali saranno le attività previste, ma credo che si raccolgano molti più input dalla lettura di una testimonianza di uno stagista che ha toccato con mano quelle attività elencate. Almeno si eviterebbe allo studente di selezionare le offerte in base a presupposti/ipotesi (di cui non si sa se ci sarà un riscontro concreto/positivo) o di scegliere a caso…

    2) durante lo stage bisogna compilare le schede di monitoraggio in cui compaiono anche gli aspetti negativi e le problematiche della propria esperienza, ma se le problematiche non vengono risolte e quindi quello stage non è un’occasione per formare lo studente (perché ricordiamo che si chiamano tirocini formativi…)direi che sarebbe opportuno che questo venisse messo in evidenza da qualche parte, mentre invece lo stato attuale delle cose è che, anche dopo segnalazioni di esperienze veramente negative, tutte le offerte, anche quelle che non sono assolutamente formative per lo studente, continuano a restare disponibili senza che nessuno segnali nulla.. beh, allora qual è l’utilità di fare questi due monitoraggi?

    3) c’è chi, come me, lo stage l’ha fatto presso aziende/associazioni che non compaiono nelle offerte ma che sono state trovate e contattate personalmente dallo studente… perché non dare spazio anche a queste esperienze?

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