L’esame di laurea

è un esame all’italiana.

  • Per le lauree triennali l’esame non c’è più visto che la tesi è scomparsa rimpiazzata da una cosa chiamata tesina o prova finale o elaborato che nessuna facoltà si sogna di far discutere. Guardando le numerose schifezze pubblicate su Tesionline mi domando se quelle tesine siano mai state lette da qualche docente…
  • Per le lauree magistrali o specialistiche l’esame di laurea c’è ancora: si riunisce una commissione di docenti che spesso nulla sanno dell’argomento della tesi e li si tiene lì per qualche ora a ascoltare laureandi che parlano della propria tesi per una decina di minuti. Anche chi non sa nulla della tesi in questione può, ovviamente, fare una domanda per fare sfoggio di cultura e/o immaginazione. Le domande vere e proprie sono lasciate al controrelatore: mi sono sempre chiesto ma perché non gliele fanno fare prima, quando il lavoro di tesi è in corso in modo che il laureando possa aggiustare il tiro? Comunque questo esame per finta piace: gratifica i laureandi e le loro famiglie. Di solito termina con l’assegnazione di un po’ di punti in più rispetto alla media ( vedi regolamento tesi SCE UNIMORE).

Su Youtube trovi molti video con il tag “laurea”, qualcuno offre uno spaccato impietoso (involontario) dei nuovi laureati e delle facoltà da cui sono usciti:

? Vuoi vedere video sulle proclamazioni di laurea negli Usa? ( cerca commencement su Youtube). I video girati in università sono molte migliaia: una fonte fantastica per vedere le differenze tra il nostro sistema universitario e quello di altri paesi. Perché non usarli per tesi e tesine?

5 commenti

  1. Non credo che le cose siano cambiate nel frattempo, ma quando frequentavo all’Università di Londra, il baccalaureato non comportava discussione – solo la presentazione della tesi.

    Questo era percepito da studenti e insegnanti come particolarmente penalizzante – soprattutto considerando che tutti gli esami del curriculum erano ugualmente affrontati solo per iscritto.

    Il rischio, a detta di molti docenti, era di formare dei laureati incapaci di affrontare un pubblico – in un’aula come insegnanti o in auditorium come relatori ad una conferenza.
    Come soluzione, alcuni docenti avevano adottatol’assegnazione di tesine da discutere pubblicamente durante il corso, come allenamento alla realtà della comunicazione frontale dal vivo.

    Rersta da vedere se sostenere una dozzina o due di esami orali durante la carriera universitaria ci prepari in alcun modo a sostenere un intervento in conferenza.
    Io ne dubito, ma chissà, magari sono solo io che sono un cinico…

  2. Ho sempre pensato che alla fine di qualsiasi corso di laurea (triennale, specialistica,..) sarebbe arrivato il fatidico momento della discussione della tesi.
    Quando, poi, mi hanno detto che per le lauree triennali questo non sarebbe avvenuto, la prima cosa che ho pensato è stata: “Per questa volta mi è andata bene!”.
    Riflettendoci, ho poi capito che fosse una cosa normale vista la quantità di iscritti per ogni corso.

    Non è detto, però, che sia una nota negativa.
    E’ vero,da un lato si pensa al fatto che, un ragazzo/a lavori mesi ed elabori una tesina che alla fine può passare inosserrvata, ma dall’altra penso anche a chi non si trova a proprio agio a parlare davanti a tante persone oppure alle ‘simpatiche’ domande che potrebbero essere fatte.

    Per quanto riguarda questa ultima nota (le domande), mi trovo molto d’accordo nel sottolineare che, probabilmente, far presente alla persona che qualcosa non va o un argomento non è trattato in maniera adeguata mentre l’opera è ancora in corso, aiuta di più rispetto al cercare di metterla in difficoltà in un momento in cui di agitazione ce n’è già abbastanza!!

  3. Buongiorno a tutti,

    volevo solo far presente che non è vero che in tutte le lauree triennali non viene fatta la discussione. Io ad esempio l’ho fatta.
    Ho studiato nella facoltà di Sassari, dove tutte le tesine della triennale vengono discusse.
    Sono del parere che si dovrebbe dare la possibilità di esporre a tutti gli studenti anche quelli della laurea triennale. Ciò potrebbe anche portare un maggior impegno dello studente che, preoccupato di dover esporre davanti a una commissione e a tutti i suoi cari, per evitare brutte figure si impegna maggiormente ottenendo una “tesina” di maggior qualità.
    Io ho presentato la mia tesi con Power Point, che mi ha permesso di far conoscere più a fondo (grazie anche a fotografie, immagini e interviste) la protagonista della mia tesi, una giornalista spagnola che scrive per il quotidiano più famoso della Spagna, Maruja Torres.
    Il mio lavoro è stato premiato dalla commissione e solo grazie alla discussione ho potuto spiegare come sono riuscita a contattare la giornalista per rilasciarmi un’intervista, ho potuto far vedere chi era la mia protagonista e dove viveva a tutti i presenti in sala.
    Insomma, forse con la mia discussione, restando pur sempre una tesina, ho completato un lavoro che coronova una piccola tappa del mio percorso universitario.
    E’ stato molto bello vedere come la commissione era incuriosità dal lavoro che avevo fatto; mi hanno tartassato di domande curiose sulla giornalista ed è stato in quel momento che ho capito che il mio lavoro senza quella piccola discussione, sarebbe passato in sordina come semplice relazione.

    Inoltre la presentazione mi è servita tanto dato che non mi era mai capitato di dover presentare qualcosa davanti a un “pubblico” a parte quando avevo 14 anni e al mio paese ho presentato lo “Zecchino d’oro”. :-)

    Oggi, guardando le cose da fuori, posso pensare che molte università abbiano abolito questa prassi per questioni di numeri troppo elevati di studenti. Forse se per ogni studente della triennale venisse fatta la discussione in una facoltà come quella di scienze della comunicazione di Reggio Emilia, i tempi sarebbero molto lunghi. Bè, questo non era di sicuro il caso della mia ex facoltà dato che il numero di iscritti all’ultimo anno quando mi sono laureata era veramente ridotto: che fortuna!

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