La stampa pdf di un libro cartaceo non è un e-book

mi sembra ovvio. E invece il termine e-book viene usato (inflazionato) per indicare il banale file pdf che chiunque può ottenere, convertendo con Acrobat il file realizzato con Word, InDesign, xPress o qualsiasi altro prodotto di word processing o di publishing. Ma questo file pdf, anche se viene venduto e chiamato e-book non è un e-book:

  • l’impaginazione è la stessa, fitta fitta, del libro cartaceo, senza spazio tra i capoversi
  • il colore è assente e la grafica è quella classica da libro
  • mancano link interni
  • sommario e eventuale indice per argomenti non sono navigabili (non ci sono link)
  • spesso non esiste una mappa del documento
  • foto e figure a colori sono assenti, per non parlare di audio e video.

Ma allora perché usano il termine e-book? Fa fino, dà un’idea di tecnologico, non sconcerta gli accademici che potranno rimanere nella loro convenzione che “il libro è un’altra cosa“. Vero, verissimo, ma “l’e-book è un’altra cosa” rispetto al libro cartaceo tradizionale.

? Vuoi vedere cosa stanno facendo gli editori italiani in tema di e-book? Io ho incominciato dal mio editore storico (FrancoAngeli). Con Google e questa stringa di ricerca: site:.francoangeli.it filetype:pdf areaPDFDemo ho trovato i “campioni gratuiti” di alcuni libri venduti anche in versione e-book. Puoi replicare una ricerca di questo tipo (senza “areaPDFDemo”) sul sito di qualsiasi editore: Il Mulino, Laterza, ecc.

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