Stamperesti su carta i numeri del cellulare?

Penso che la risposta sia “NO”. E’ molto più comodo avere i numeri a video piuttosto che su carta. Così come le mappe interattive del navigatore auto sono qualcosa di diverso e di superiore rispetto alle vecchie carte stradali. Mi viene da pensare così tutte le volte che vedo qualcuno stampare su carta un e-book nato per essere usato a video. Eppure alcuni lo fanno o lo chiedono manifestando un’irritazione involontaria: a loro la tecnologia dà fastidio specie se li costringe a cambiare. Il loro ritornello è “eh, ma i libri sono un’altra cosa!“. Sono felici quando possono esprimere critiche apparentemente sensate sul tuo e-book:

  • manca il sommario! Già a video hai il pannello dei segnalibri (bookmarks)
  • manca l’indice! Ma in un e-book tutto è ricercabile e linkabile
  • non posso infilare un segnalibro tra le pagine! Con Acrobat puoi inserire segnalibri a piacere
  • questo riferimento non mi dice a che pagina devo tornare! C’era un link su cui fare click
  • mi ha mandato un file: adesso me lo devo stampare? Se proprio vuole, si può…

E così stampano su carta centinaia di pagine facendo la fortuna di copisterie e venditori di cartucce. Eh, ma il libro è un’altra cosa, non mi stamperebbe su carta anche il suo blog? Se sono più vecchi di te o hanno più potere di te, c’è poco da fare: devi soggiacere alle loro richieste oppure perdere la partita.

? Ti interessano questi soggetti refrattari all’innovazione, vorresti studiarli e magari intervistarli per una tesi di ricerca? Da cosa pensi possa dipendere questa loro refrattarietà all’innovazione? Detto in altri termini, pensi che tali soggetti siano equamente distribuiti tra le diverse categorie sociali o invece siano sovra-rappresentati in una? Se così, cosa faresti per verificare questa ipotesi?

BTW: traspare una notevole irritazione da questo post. Il motivo c’è: ieri ho dovuto stampare le quasi 300 pagine di un mio e-book, infilarle in una busta e spedirle. Tra cartucce di inchiostro, carta e affrancatura lo scherzo mi è costato 40€ e uno sforzo sovrumano: è contro i miei principi stampare un e-book.

10 commenti

  1. Ho cinquantadue anni. Non sono molto tecnologica ma la tecnologia mi piace da morire.
    Ho iniziato a usare il computer, da autodidatta, 10-15 anni fa, imparando ogni nuova cosa a spese del mio tempo e con tanta determinazione e voglia di imparare. Ancora oggi non mi capacito di quanto il PC sia “magico”. E’ incredibile cosa si può fare con i programmi di video scrittura, di calcolo, elaborazione immagini, suoni ecc… E che dire di quando ti porti in casa il mondo intero navigando su internet o gestisci i tuoi affari on line! Magari pagando l’ICI comodamente da casa tua la domenica sera. E’ semplicemente magico!
    Inoltre, non posso neppure pensare allo spazio che ocuperebbero nella libreria le mie scartoffie. Sono un’insegnante e negli anni di materiale ne ho prodotto ed accumulato abbastanza; dove lo metterei? Sta così bene nell’hard disk o in un DVD!
    La mia passione per la tecnologia non è rivolta solo al PC. Cellulari, fotocamere, scanner, masterizzatori… c’è una marea di strumenti capaci di modificare la nostra vita e aspettano solo che noi impariamo ad usarli.
    “Ma io non lo so fare!” mi sento dire spessissimo con rassegnazione anche dai miei colleghi “docenti”. Che razza di idioti e pelandroni! Ma svegliati! Rimboccati le maniche e mettiti a lavorare. Lancia una sfida a te stesso e mettiti alla prova per imparare a fare qualcosa di nuovo se non vuoi continuare dire: “Ma io non lo so fare!”

  2. Sì Davide, Lulu lo conosco e l’ho usato: ad esempio proprio per l’e-book Insegnare con i nuovi media. Il problema della pubblicazione l’avevo già risolto visto che l’e-book in questione era pubblicato da Apogeo (Testi e nuovi media) e in ogni caso avevo già inviato un maxi mail con il link da cui scaricare gratis il tutto. Niente da fare, il mio interlocutore voleva la CARTA!
    Sottoscrivo la tua ipotesi conclusiva: “chi avrebbe più bisogno dei miei corsi manca degli strumenti minimi per capire di averne bisogno“. D’altronde quella realtà l’ho toccata con mano quando avevo una società (SIS – Software per l’Istruzione Superiore) che realizzava applicazioni di database e ipertesti, interventi di formazione e consulenza: lavoravamo molto più all’esterno del mondo accademico che al suo interno.

  3. Mi intrometto brevemente…

    Prima, sull’irritazione (comprensibile) del padrone di casa: mai pensato a Lulu.com, per “panare” certi elementi?
    Si carica il file .pdf dell’e-book incriminato.
    Quando qualche anima semplice ce ne chiede una copia cartacea, gli diamo il link – lui se la ordina, se la paga e se la fa spedire. Gli arriva in capo a una settimana. E noi ci prendiamo una percentuale.
    Troppo aggressivo, come sistema? ;-)

    Detto ciò…
    Mi piacerebbe, oh, se mi piacerebbe farci tanti soldini, con quello che ho imparato (di solito a mie spese) in tanti anni.
    Dopotutto, da anni vivo tenendo corsi a contratto, e da anni propongo in università corsi di utilizzo degli applicativi più comuni e banali per facilitare la diffusione e la condivisione dell’informazione in ambito accademico.
    Cose semplici – tipo usare PowerPoint in maniera sensata, gestire la distribuzione degli appunti via web o (follia!) LAN, file + chiave USB invece di tascapane + fotocopie, l’uso di wiki e blog come giornali di bordo dei laboratori, ecc…

    Risultato – quelli che non perdono la mia e-mail di proposta, che riescono ad aprirla e, dopo averla stampata (in alta qualità, ovviamente), e ritengono sia il caso di rispondermi (un 10%), di solito mi rifilano una variazione sul tema di “A noi certe cose non servono. E’ solo una perdita di tempo”.

    Poi vai a vedere le lauree e ti sciroppi ore di slides illeggibili, accompagnate da relazioni monotone tipo “laureando in trance”.
    Idem ai congressi.
    Non parliamo dei corsi.

    Ipotesi – chi avrebbe più bisogno dei miei corsi manca degli strumenti minimi per capire di averne bisogno.
    E certi docenti prendono una stecca dalle copisterie, ovviamente :-P

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