Ma come scrive!

è quanto pensa spesso Luisa Carrada leggendo le mail e le tesine dei suoi studenti (leggi il suo post del 6 febbraio 2008). Lo penso anch’io. Lo pensiamo in molti. Lo pensano anche gli studenti quando in aula ci capita di fare insieme un po’ di “analisi critica” delle tesi e tesine trovate su Tesionline. Bibliografie agghiaccianti, pagine piene di refusi e senza nessuna articolazione logica (a capo dopo ogni frase e via, a capo a casaccio, a capo dopo due pagine, ecc.). Testi che rivelano l’incapacità di scrivere di quei poveri laureati e di riflesso, la cialtroneria dei loro relatori che non hanno mai letto quelle tesi. Grazie Internet per conservare queste testimonianze del declino della nostra università: fra qualche decennio gli storici potranno usarle per costruire saggi memorabili!

? Non ci credi? Vai su Tesionline, cerca delle tesi su un argomento che ti interessa e scarica (gratis) la bibliografia e il primo capitolo. Vedrai che spesso, troppo spesso, troverai carne per i tuoi denti di futuro editor. Anzi, se trovi qualcosa di davvero mostruoso perché non lo segnali? Se vuoi mettere alla prova la tua capacità di segugio puoi farti aiutare da Google: nella ricerca fai una prima scrematura guardando, ad esempio, le bibliografie di quanti scrivono “Mondatori” invece di “Mondadori” ( esempio di ricerca con Google).

6 commenti

  1. Ho voluto esagerare e ho cercato “bibbliografia”: mi ha restituito 6 risultati. Speravo di non trovarne nemmeno uno sinceramente!

    Nelle tesi scaricate per esercizio di DTO gli errori più comuni che ho riscontrato riguardavano la sintassi della frase; un piccolo esempio “…classica insegnante rigida e priva di fantasia, che terrorizza la bambina fin dal primo giorno, sottoponendola ad una prova di matematica in cui riuscì a prendere zero. Dopodiché la signora Morgan fa sedere Joanne nella fila di banchi all’estrema destra della classe, poi un giorno parlando coi compagni scopre che quella è la fila degli stupidi, poiché la maestra sceglieva i posti in base a quanto gli alunni le sembravano intelligenti” (da Harry Potter e la sua Recezione).

    Credo che uno dei motivi della scarsa capacità di scrittura sia la poca inclinazione alla lettura del nostro paese. Leggiamo poco, di tutto: libri, giornali, bugiardini, libretti delle istruzioni…

    Una statistica dell’Istat (La lettura di libri in Italia) che si rifà all’anno 2006 (diffusa a maggio 2007) dimostra che in Italia ci sono più di 20 milioni di non lettori (il 37% della popolazione sopra i 6 anni). I non lettori sono soprattutto uomini (41,6%) e adulti (sopra i 55 anni e sopra i 75), hanno un titolo di studio basso (57,4% ha solo le elementari o nessun titolo) e sono in prevalenza pensionati, casalinghe, operai o lavoratori autonomi.

    Il motivo principale è la noia (29,8%), poi la mancanza di tempo libero o la scelta di altri svaghi.

    Lettori. Leggono di più le donne (65%) e i giovani, soprattutto nella fascia d’età 15-17 anni (76,3), poi la percentuale decresce all’aumentare dell’età. Su questo dato incidono molto i libri letti in età scolare.
    Leggono di più i laureati (91%) e chi ricopre un ruolo lavorativo importante (dirigenti, imprenditori). Si legge più al nord (circa 67%), rispetto al centro (62&) e al sud (50%). La provincia con più lettori è Trento (circa 80%) seguita da Bolzano, dalla Valle d’Aosta e dal Friuli.

    Allego anche un grafico che illustra le varie tipologie di lettore.
    Qui il testo integrale della statistica.

  2. Purtroppo o per fortuna, dipende dai punti di vista, Tesionline sappiamo che non si occupa di controllare i contenuti degli elaborati che pubblica: forse sarebbe quasi impossibile per coloro che lo gestiscono visto che comunque di materiale (considerando la numerosità delle tesi pubblicate)pare essercene molto o forse fa parte della loro filosofia il dare voce a tutti indistintamente.

    Sono però convinta che, proprio perché il servizio di consultazione integrale è a pagamento, forse un maggiore controllo sarebbe gradito: certo è che non saranno mai 22 euro a scoraggiare il furioso copia e incolla che caratterizza molti elaborati pubblicati, anzi per molti Tesionline non rappresenta altro che una fonte di tesine e tesi già pronte mentre anche solo una bibliografia è una risorsa incredibile da cui partire, ma credo che pochi utenti di questo sito la pensino in questo modo, e molti nemmeno si accorgono di copiare sulla propria tesi delle bestialità anche se basterebbe (come già sottolineato dal professore) guardare la bibliografia o la preview , scaricabili gratuitamente, per accorgersi di quanto sia affidabile quell’elaborato.

    Quando al corso di DTO abbiamo affrontato questo argomento, scaricando del materiale sul tema immigrazione, mi sono ritrovata davanti agli occhi indici senza il numero di pagine, probabilmente fatti velocemente e senza criterio, bibliografie con mille standard diversi, in una pagina di introduzione, a distanza di poche righe, ripetizioni che servono solo ad accumulare delle righe in più.

    Nel perseguire l’utopia della meritocrazia e di un possibile cambiamento nel sistema universitario italiano, credo che dovrebbero esistere altre risorse come Tesionline, ma dovrebbero essere risorse che mettono in evidenza lavori da cui veramente trarre degli spunti per apprendere, ma forse, se ci pensiamo bene, si impara anche nel vedere gli errori commessi dagli altri per cercare di non ripeterli!

    Ciò che però più mi spaventa è il fatto che questi laureati hanno finito il loro percorso di studi credendo magari di aver fatto un ottimo lavoro, e dunque meritevole di essere pubblicato, perché il loro relatore non ha nemmeno letto ciò che è stato scritto: allora, se spesso le cose vanno così, è evidente anche il motivo per cui molti continuano ad usare il copia incolla come veloce metodo di scrittura della tesi; credo sempre che esista quella sorta di equazione professore motivato = studente motivato di cui ho già parlato in altri commenti.

    Per fortuna, almeno qui nella nostra università a Reggio, qualche eccezione alla regola l’abbiamo e molti dei nostri professori (almeno quelli della specialistica per quel che mi riguarda) vedono come elemento essenziale del loro insegnamento anche il lavoro “noioso” di dover leggere gli elaborati degli studenti.

  3. Giusto un paio di giorni fa leggevo su Repubblica un articolo abbastanza deprimente in merito, e d’altra parte è facile intuire come si possa fare esperienza del problema esposto non solo nella vita di tutti i giorni (il che sarebbe anche, se non logico, quantomeno comprensibile per la diversità del tessuto sociale – e quindi di livello di istruzione – nel quale ci troviamo a vivere) ma anche negli ambienti dove una corretta scrittura dovrebbe essere alla base di tutto: mi riferisco soprattutto all’ambito universitario e a quello lavorativo, settori dove a mio parere è (sarebbe?) fondamentale una padronanza di alto livello del linguaggio scritto e parlato.

Lascia un commento