Sai cosa mangi al ristorante?

Forse credi di saperlo, ma se mettessi il naso in cucina scopriresti che tanti piatti e piattini arrivano già belli e pronti con un camion. In America è così e temo sia così sempre più spesso anche in Italia. D’altronde, se molte mamme si lasciano tentare da Quattro salti in padella, perchè mai un oste dovrebbe essere più resistente alle tentazioni?

Spesso, negli USA la tentazione si chiama Sysco: un’azienda di 50.000 dipendenti e da 35 miliardi $ di fatturato. Vuoi farti un’idea delle belle cosine che preparano, vendono ai ristoranti e spesso, senza saperlo ti ritrovi poi sul piatto? Scarica la bella rivista SYSCO Today (in formato pdf): una lettura istruttiva che mi fa apprezzare sempre più ristoranti come Canossa (in via Roma a Reggio Emilia) dove i cuochi Silvana e Giulio preparano a mano quello che poi mangi in sala e si vergognerebbero a comprare roba industriale: “se non facciamo noi quello che serviamo che ristorante è?“.

Sei a Reggio e cerchi un’alternativa a Sysco? Prova i ristoranti segnalati da Federico Landini sul suo blog.

5 commenti

  1. Per me il problema è più grande, ora non c’è più tempo perchè anche la donna lavora, arriva a casa alla sera stanca e prendi i prodotti già preparati. Su questo posso capirlo, ma è imbarazzante il discorso sui ristoranti così com’è imbarazzante il discorso sulla pizza, come si fa a mangiare la pizza surgelata? Non voglio pensarci.

    Io da buon emiliano, soprattutto da montanaro mangio solo roba fatta in casa dalla mamma o dalla nonna, se per caso, vado a mangiar fuori allora scelgo le trattorie o le osterie, perchè so che il mangiare è fatto da loro.

    Federico ha ragione, se uno è abituato a mangiar bene sente subito la differenza, io personalmente ho sentito i 4 salti in padella e non li ho più presi, il sapore sarà anche discreto, ma la garanzia dei prodotti usati, mmm mangiateli voi :).

  2. Qui si è toccato un tasto particolare per un buona forchetta come me. Io credo che fare una cena in compagnia, sia una cosa delle cose più belle, se poi il cibo è anche buono ancora meglio. I quattro salti in padella forse non sono un esempio del mangiar sano, però non sono male come sapore e sono davvero comodi se si ha poco tempo a disposizione, oppure se non si è particolarmente portati per i fornelli. Se un ragazzo, però, è abituato a mangiarli non può capire la grossa differenza coi cibi tradizionali.

    Qui a Reggio Emilia dove il cibo e la cucina in generale hanno una forte tradizione, ci sono ottimi piatti tra i quali: lasagne, cappelletti in brodo, erbazzone, gnocchi di patate, cotechino, gnocco fritto e salame, che, se si dovessero mangiare già pronti o solo da scaldare, si capirebbe subito la grande differenza rispetto a quello fatto in casa, il gusto è totalmente diverso. Un altro ristorante in cui si mangia bene non spendendo molto è il “Don Papi” (in Viale Piave 4/F a Reggio Emilia), che propone una cucina tradizionale con ottimi primi, tigelle, gnocco fritto e salume a volontà. Provare per credere.

    Il fast food in Italia non ha avuto un gran successo, come si fa’ a preferirlo alla cucina della nonna? Viva il mangiar bene e soprattutto sano.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...