Partenza anticipata

Venerdì alle 18 arriva una mail dal customer service di Anek per avvisare dello sciopero di 4 giorni dal 6 mattina al 10 mattina.

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Morale, il nostro ferry dell’8 è cancellato e ci propongono di anticipare al 7 oppure di posticipare all’11. La corsa del 7 sarebbe alle 16.30 mentre quella dell’11 partirebbe alle 3.30 del mattino. Tu cosa avresti scelto? Evidentemente devono far rientrare in Grecia una nave che si trovava in viaggio per l’Italia quando lo sciopero è stato confermato. Nel giro di mezz’ora ma forse meno la compagnia sistema tutto e ci sposta sul traghetto del 7. Moooolto efficienti malgrado l’orario.

Bianca alle prime si lascia prendere dal panico: “come faccio, non sono pronta, ecc. Ecc.” In realtà non c’è nessun problema. Il sugo per i maccheroni da proporre agli amici Fournier è già pronto, la salade de chêvre  chaude si fa in 5 minuti e le fragole per il dessert sono in frigo.

Ci sono solo da fare i bagagli, caricare la Jimny, coprire i pannelli, mettere fuori il vaso con la Crassula da 30 kg, preparare i tramezzini per il viaggio e chiudere casa. Alle 5 sveglia e si parte.

Scendendo verso Antey incrociamo la volpe che abbiamo già visto: ci fermiamo a guardarla mentre lei ci osserva. Cazzo, “i bastoncini” Bianca si è ricordata dei bastoncini da trekking. Bon si risale a casa a prenderli.

Alle 6 entriamo in autostrada e incominciamo a togliere gli strati di abbigliamento. Fa un po’ impressione rifare la strada che ho fatto 30-40 volte all’anno per una decina di anni da Chatillon a Reggio Emilia ma è sabato e stiamo andando al mare, quindi OK. A Casale ci fermiamo per fare colazione: scendendo dall’auto annusiamo l’aria della pianura. Se vivi in basso, ti prego, non ti offendere ma fa proprio schifo, un mix di polvere, concimi e inquinamento… Siccome non facciamo mai colazione al bar guardare le bontà nella vetrina dell’Autogrill ora Chef Express è per noi una vera novitá così come osservare la gente che fa colazione in piedi al banco, contenti loro… E pensare che per anni ho fatto come loro quando pendolavo tra il Lago Maggiore e Milano, poi tra Milano e Genova, quindi tra Milano e Reggio Emilia e infine tra la Val d’Aosta e Reggio Emilia. Era proprio una vita di merda.

Tra Imola e Faenza una macchina ci supera facendo gesti. Che vuole? Per scrupolo ci fermiamo sotto un cavalcavia a controllare. Oh già la gomma posteriore destra sta andando a terra! Scarichiamo le casse e prendiamo il crick. Già ma come si fa a estrarlo dalla sua sede? Mai usato prima… Essendo stato ricercatore per 30 anni me la cavo comunque è in 10 minuti la ruota è cambiata. Bianca mi osserva stupita e ammirata quasi come quando preparo i miei piattini.

Si riparte alla ricerca di qualcuno che ci ripari la gomma. In autostrada neanche da parlarne quindi usciamo a Faenza. Per fortuna sono le 11.30 del sabato e il primo benzinaio incrociato ci indirizza da un gommista poco oltre. Tenete presente: uscita di Faenza, direzione Faenza, un km dopo il casello sulla destra c’è un grande gommista.

Era solo un problema di valvola: 10 minuti e 10 € e la gomma è riparata. Si rientra in autostrada. Sosta a Gabicce mare sulla strada panoramica. Alberghi chiusi e poca gente in giro a parte i ciclisti. Adesso a maggio l’Adriatico deserto e senza ombrelloni sembra quasi bello… In un giardino a picco sul mare tiriamo fuori la nostra borsa termica e scofaniamo i tramezzini al pecorino e arista di maiale con mayonnaise Tomy.

ah già la borsa termica Quechua sembra davvero ottima. L’isolamento è dato dall’aria. Quando non si usa si sgonfia e diventa comprimibile è assai poco ingombrante.

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l’imbarco ad Ancona è veloce e ci stupiamo a vedere quanta gente c’é già sulla nave: l’ANEK è riuscita ad avvisarli evitando che rimanessero bloccati in Italia per 4 giorni.

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L’arrivo al porto di Igoumenitsa è surreale: la banchina, solitamente affollata di mezzi è completamente deserta

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Poi, non si capisce perché, il tragitto da Igoumenitsa a Patrasso fa accumulare un ritardo di quasi 4 ore e così si arriva a Patrasso alle 18:

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Anche lì, ovviamente, il porto è deserto. Da Patrasso il percorso per arrivare a Pylos porta via 3 ore secche. Per fortuna la strada è deserta e si viaggia bene. Alle 10 siamo all’Hotel Anezina di Pylos dove la omonima signora Anezina ci fa una simpatica lezione di una mezz’ora sulle bellezze circostanti. Camera molto americana con angolo cottura dove stasera mi dovrò esprimere al meglio. Saluti!

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