Medici e dati dei pazienti

sono un paziente paziente ma neanche troppo. Ci sono delle cose che non sopporto. Una è accorgermi che il medico che ho davanti per la seconda volta non ha nessun dato su di me anche se l’altra volta mi aveva già interrogato e visitato. Chiaro indizio di sciatteria e scarsa professionalità. Non voglio che abbia un computer acceso davanti agli occhi, mi basta una scheda di carta. Quando mi capita uno che mi fa ripetere le cose due volte perché non le ha scritte da nessuna parte mi dico: “questo qui non mi vedrà mai più”.

Questa introduzione per dirti che ho letto con interesse il post di David Pogue (New York Times) Computerized Health Records. Nell’articolo ci sono brani di interviste fatte da Pogue:

  • We found that about 17 percent of physicians in 2008 had adopted an electronic health record, and about ten percent of hospitals.
  • … every American will have the benefit of an electronic record by 2014.

Quando l’ho letto non ci credevo! E ho apprezzato una volta di più il mio medico di base qui in val d’Aosta che pesca subito la mia cartella clinica sul suo notebook e la aggiorna con i dati della visita.

BTW: il discorso fatto per i medici vale anche per tanti altri professionisti: avvocati, consulenti, giornalisti, architetti, ecc. ecc. Per non parlare poi degli insegnanti e dei docenti universitari…

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