Una montagna di seconde case

è quello che emerge dal Dossier di Carovana delle Alpi di LegaAmbiente ( pagina web). Il rapporto ( file pdf 380 Kb) ha analizzato la presenza di seconde case in 260 comuni montani (posti cioé ad almeno 600 m. di quota) e turistici (ovvero con almeno 150 posti in albergo). Qualche nome? Eccolo:

  • Valtournenche: 974 abitazioni di residenti e 5.208 seconde case
  • Cortina d’Ampezzo: 2.471 case di residenti contro 3.957 “case fredde”
  • Courmayeur: 1.214 contro 3.788
  • Madesimo: 242 case di residenti e addirittura 3.116 seconde case.

La % di seconde case sul totale delle abitazioni supera il 90% (NOVANTA PER CENTO!) nei comuni di Frabosa Sottana, Foppolo, Sauze d’Oulx, Sestriere, Madesimo, Pragelato. In compenso lo stesso rapporto scende sotto il 20% in molti comuni dell’Alto Adige: anzi “Le ultime 40 posizioni della classifica del numero di seconde case sono occupate TUTTE da località altoatesine“. Ma guarda un po’ si tratta di quei paesi dove il commento usuale dei turisti è “che bello qui!”.

Per quanto riguarda la valle dove vivo il rapporto scrive

“I centri della valle del Cervino ‘svettano’ nella produzione di seconde case, in particolare Valtournenche che ha il primato di seconde case con il grosso grappolo di condomini chiamato Cervinia, ma anche con discrete concentrazioni nei centri della media valle a Torgnon e Antey- Saint-Andrè: complessivamente nelle tre località della valle si addensa un quarto delle case vuote di tutto il campione regionale (8.029).”

Domande? Sì una: quante di queste seconde case rimarranno sbarrate anche nella settimana di ferragosto? Tante, troppe.

Cosa dicono gli amministratori locali del rapporto? Ben poco: secondo alcuni di loro il problema non c’è. Non potendo dire che i paesi da loro amministrati sono un obbrobrio difendono la politica di cementificazione che li ha resi tali: “Le seconde case sono state in passato una importante risorsa per lo sviluppo del paese e, dopo la flessione di qualche anno fa, oggi tornano ad essere sfruttate” (Domenico Chatillard, sindaco di Valtournenche intervistato da Daniele Mammoliti, Montagna e cemento: Valtournenche da record, La Stampa (ed. Aosta), 8 agosto 2009, p. 51. Poi lo stesso Chatillard si rende conto che qualcosa non quadra e così afferma: “proprio a Valtournenche stiamo introducendo una serie di regole per garantire un’espansione a misura di territorio“. Meglio tardi che mai…

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