Una tesi sulle bullshit nella stampa italiana

perché no? La categoria bullshit di questo blog raccoglie svarioni che mi capita di vedere leggendo i principali quotidiani italiani: a dire il vero non tutte le fesserie che leggo quasi ogni giorno ma solo alcune che ritengo più rilevanti e/o interessanti. Se hai un debole per il giornalismo di precisione (abbastanza raro in Italia) i giornali italiani offrono un sacco di spunti su cui lavorare specie se guardi con attenzione i dati riportati in grafici e tabelle. Molti giornalisti vanno in crisi quando hanno a che fare con i numeri e, a quanto pare, i loro misunderstanding non vengono rilevati dai vari capi e capetti che dovrebbero rileggere i pezzi prima di dare l’OK per la pubblicazione. Se non hai paura di scoraggiarti e non pensi di andare a fare il giornalista “L’uso errato del dato nella stampa italiana” potrebbe essere un ottimo tema per una tesina della laurea triennale.

Mmhhh, il mood non è oggi molto positivo: piove (a 1.700 m.), c’è nebbia e la meteo per i prossimi giorni è pessima. Per fortuna sono a casa e non a Reggio Emilia in albergo (a spese mie): ho acceso il camino e adesso mi metto a leggere gli e-book degli studenti di EM. Sono sicuro che fra qualche ora mi sentirò meglio.

Buona Pasqua!

Un commento

  1. Ho letto alcuni post in questo blog riguardanti gli errori nei mezzi d’informazione, alcuni veramente gravi (es. la scritta miliardi piuttosto che milioni), altri meno gravi, semplici refusi ortografici. Sicuramente è imperdonabile un errore grossolano in un titolo o in un sommario, è fastidioso vedere equivoci e dati presentati in modo scorretto e disordinato, ma volevo spezzare una lancia anche a favore dei giornalisti.

    Sebbene lavoro in una realtà molto più piccola dei grandi quotidiani nazionali, posso dire dall’interno che questo mestiere è sottoposto continuamente a stress e fretta, con orari di lavoro allucinanti (oltre le 9 h al giorno), spesso sottopagati, in cui non c’è il tempo materiale di correggere e controllare (ancora di più per chi lavora su carta rispetto che online). E’ più importante essere i primi a dare la notizia piuttosto che scriverla al 100% corretta. Credo che solo standoci in mezzo è possibile capire questo.

    Io sono sempre stata una “perfettina”, una che controlla mille volte ciò che scrive e che vuole evitare ad ogni costo qualsiasi errore… beh vi assicuro che ho imparato a lavorare in condizioni tali in cui la prima versione è quella che deve andare bene, basta che sia fatta il più velocemente possibile. Non credo che questo modo di lavorare sia un mio caso isolato e sarà ancora peggio per i giornalisti delle testate famose, quindi mi sembra doveroso sostenere il loro lavoro.

    Buona Pasqua a tutti (e auguri di buon compleanno a Cordef, spero di non sbagliare, anche se leggermente in ritardo).

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