quando scrivi qualcosa il primo capoverso (incipit) ha una grandissima importanza. E’ come quando ti presenti per la prima volta a qualcuno che non ti conosce: è la prima impressione quella che conta. Molta gente non ci fa caso e poi si stupisce per le reazioni suscitate nei loro interlocutori. Male. Guarda un po’ questo inizio e dimmi un po’ tu che reazioni istintive avresti avuto al mio posto:

Capisci adesso perché ogni tanto ho la sensazione di spingere in salita un carretto pieno di pietre? Uno studente di terzo anno di Comunicazione (le scienze lasciamole perdere) ha questi communication skills? Stiamo freschi… Ma nessun insegnante si è mai preso la briga di bloccare questo/a analfabeta di ritorno?
Vediamo un po’ se l’interessato/a legge il blog (non penso) e invece di venire all’appello di mercoledì se ne rimarrà a casa a sistemare la punteggiatura.
Soccia che roba.
Posso capire che lo studente non possa essere in grado di “smanettare” e correggere la giustificazione per evitare i ponti tra una parola e l’altra, ma non sapere che dopo la virgola ci vuole lo spazio è davvero impressionante!
Parlando di gente che dovrebbe esser stata fermata alla maturità segnalo un post attinente: la maturità vista dal punto di vista di un vero ventenne (senza Moccia e Vaporidis intorno): http://cobain86.wordpress.com/2008/09/04/maturita/ .
Non so se può esser fedele, sicuramente originale.
Marco
Sulle communication skills stenderei un velo pietoso: se in 5 anni nessuno si è mai preso la briga di spiegarti la differenza dei vari allineamenti di Word (tra cui il tanto amato giustificato) un campanello d’allarme dovrebbe suonare.
D’altronde all’esame di maturità uno studente indirizzo ragioniere/programmatore (prova testimoniata) all’orale ha guardato la prof d’informatica chiedendo dove si metteva il floppy disk.
Secondo me la prof un’idea ce l’aveva ma si è trattenuta davanti ai colleghi. C’est la vie.
Marco