Nel 2009 non sillabo ma sillablog

Quando l’università mi deprime (abbastanza spesso) cerco conforto nell’orticello delle idee. Era un po’ di tempo che rigiravo intorno al problema di mettermi a scrivere i sillabi di Nuovi media e Editoria multimediale per il 2009. Di solito, quando giro intorno a un lavoro senza decidermi a farlo vuol dire che non sono convinto. In effetti ieri, camminando in montagna, ho rimuginato varie cose:

  • ha senso scrivere a luglio 2008 i sillabi per corsi che terrò a marzo 2009?
  • ha senso cristallizzare in un testo (anche se pdf) qualcosa che è in continua evoluzione?
  • ha senso un testo digitale senza immagini (se no diventa troppo pesante)?
  • ha senso limitare i link ai post di questo blog?
  • ha senso rinunciare all’interattività e ai commenti?
  • ha senso sprecare l’occasione di stimolo e valutazione che un blog può dare?

La risposta è NO. Quindi, la decisione è presa: per i corsi 2009 non predisporrò un sillabo classico ma un sillablog con queste caratteristiche:

  • finiti gli esami di questa settimana, incomincio a preparare articoli su ogni singola lezione dei miei corsi 2009
  • ciascun articolo rimane draft (bozza) sino alla settimana prima della lezione così ho tutto il tempo per aggiornarlo sino quasi all’ultimo momento
  • gli articoli di un corso potranno essere riuniti in una sequenza grazie alla categoria (NM 2009, EM 2009)
  • il primo articolo sarà un calendario in cui compariranno i titoli delle singole lezioni con i link ai singoli articoli
  • l’articolo di ciascuna lezione manterrà la struttura che ho collaudato nei sillabi di questi anni:
    • titolo
    • descrizione
    • saperi
    • saper fare
    • testi
    • software
    • siti web
    • esercizi
  • ove necessario l’articolo relativo ad una lezione potrà contenere link a articoli del blog già pubblicati
  • i commenti inviati dagli studenti costituiranno un elemento di valutazione, di particolare utilità per lavoratori-studenti e non frequentanti
  • grazie alla sua granularità ogni articolo del sillablog potrà essere la destinazione di link nelle e-mail e, in generale, in qualsiasi testo elettronico.

Tutto chiaro, tutto nuovo, tutto interessante: adesso sì che ho voglia di mettermi al lavoro!

? Devo ricordarmi di registrare il marchio sillablog prima che qualcuno mi freghi l’idea?

Un commento

  1. La trovo un’idea molto interessante.

    Ma che commento è “se non è soddisfatto potrebbe cambiare lavoro”….bah provocatorio, non necessario e per nulla produttivo. Se tutti i Prof. fossero soddisfatti sempre dell’università scriveremmo useremmo ancora i calamai e quei libri di 2000 pagine che pesano solo a guardarli.

    Penso che il sillablog sia un altro step di quella cosa che è l’interattività. Trovo molto interessante che le lezioni vengano costruite insieme attraverso commenti che si possono lasciare ai vari post del blog e in tal modo arricchire l’insieme delle conoscenze.

    Basta lezioni unilaterali, non se ne può veramente più.

    Inoltre credo che questa modalità di insegnamento sia produttiva anche in termini psicologici per lo studente. E’ mia personale opinione (ma ho riscontrato questo nel pensiero di molti miei colleghi) che la consapevolezza di ciò che si studia e la soddisfazione per il proprio lavoro aumenta esponenzialmente quando si lavora in questa maniera. L’atto del “costruire” e-book, esercizi, e quindi cercare, pensare, fare mette in gioco ogni tipo di capacità individuale crei una consapevolezza maggiore di se stessi, del proprio modo di lavorare (aspetti positivi e cose da migliorare) e delle proprie capacità. E quando ti presenti davanti al Prof. per l’esame e ti rendi conti di sapere tutto riguardo a ciò che stai presentando perchè sei stato tu a farlo, allora veramente ti senti padrone della materia. Molto più che studiare a memoria un libro. Almeno, per me è così.
    E questo è un imput incredibile che ti spinge a migliorarti e a continuare a dare il massimo. Una bella botta di autostima insomma.
    E il blog è un passo ulteriore, è una continua ricerca, una costruzione di un percorso che mette in gioco le capacità e le conoscenze individuali.
    Ben fatto.

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