Francesco Alberoni scrive chiaro

e per questo motivo leggo volentieri i suoi corsivi sul Corriere della Sera del lunedì. Li consiglio a tutti gli studenti di Comunicazione: per imparare a scrivere non c’è niente di meglio che leggere chi sa scrivere in modo chiaro. E poi, spesso, Alberoni mette il dito nella piaga:

“…senza una meta, senza un progetto, senza la guida della volontà, il fuoco della passione diventa cenere. Questo è il problema educativo della nostra epoca. Accendere e conservare negli adolescenti e nei giovani la passione, ma dar loro una meta, una disciplina, trasformarla in vocazione.”

( Il fuoco della passione è cenere se manca una disciplina, Corriere della Sera, 5.05.2008, p. 1).

Ah già: la disciplina… Da militare odiavo la disciplina fine a sé stessa. Da docente tocco con mano la mancanza di disciplina nello scrivere: la grande maggioranza degli studenti che incontro non sa scrivere in modo corretto. Come mai? Semplice, nessuno si è mai preso la briga di correggerli. A farlo si perde un casino di tempo: segnalare ai 16 studenti di Editoria i refusi presenti nei loro e-book mi ha richiesto una decina di ore. La disciplina fa perdere tempo a chi la impone. Hai capito adesso perché c’è poca disciplina nelle università italiane e come mai troppi laureati non sanno scrivere?

3 commenti

  1. Volevo precisare a Billy che l’articolo che ho segnalato non riguardava la “chiarezza” ma l’insegnamento e la diffusione della scrittura all’interno dell’ambiente universitario, nel rapporto tra studenti e docenti (seconda parte del post di Cordef).Il fatto che si utilizzino termini complessi non significa che il concetto che viene trasferito non sia chiaro, basta leggere con attenzione.

  2. un articolo che mi lascia di sasso per la sua fantastica chiarezza: corro subito a leggerlo! Rimediazione, paradigma, esercizio cognitivo, interiorità opalescente: caspita!

  3. Sulla scrittura e il rapporto con l’attualità, costituita dai nuovi media, segnalo un interessante articolo di Bianca Ruggeri, “Scrittura e Nuovi Media”.

    In particolare quello che riguarda il cambiamento del concetto di scrittura con l’entrata in scena dei nuovi media:…la rimediazione della scrittura fatta dalle nuove tecnologie mette in crisi il paradigma classico del testo e dunque dell’insegnamento e i riferimenti alla scrittura mediante weblog: Duccio Demetrio (Università di Milano Bicocca) auspica la diffusione di un particolare tipo di scrittura, quella autobiografica – e di cui già il web offre peculiari varianti cfr. blog, webcam – perché essenziale esercizio cognitivo di registrazione del sé, ripensamento della memoria e di quell’interiorità opalescente così difficile da decodificare. La scrittura autobiografica implica un progetto autoformativo e pedagogico di ristrutturazione del pensiero e della coscienza.

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