nel nostro simpatico paese un viceministro in caduta libera può decidere di pubblicare su internet i redditi di tutti i contribuenti italiani mentre è considerata violazione della privacy pubblicare i voti e i nomi degli studenti di un corso universitario.
Su questa ennesima pochade all’italiana:
bah, prendo atto: quando ero studente i voti venivano affissi in bacheca e non ho mai pensato che fosse un problema anche quando prendevo un 18 o non passavo. La viscata di pubblicare i redditi perché così si combatte l’evasione fiscale mi sembra una totale fesseria. Comunque OK: male pubblicare i voti e bene pubblicare i redditi.
Io non condivido la scelta del Tesoro, ha ragione chi non vuole che vengano pubblicati perchè è un informazione segreta, che in alcuni casi potrebbe favorire estorsioni e sequestri.
Si potrebbe pubblicare in internet, ma solo se il soggetto acconsente alla pubblicazione!
Per quanto riguarda il discorso universitario, concordo pienamente con quello che dice Dap!
pubblicare i voti con nome e cognome è una kiara oscenità, ke qualcuno purtroppo continua a proporre in diverse università italiane. c’è ki utilizza il metodo del numero di matricola, ma anke qllo è da considerarsi antico e poco sicuro.
in norvegia, per esempio, ogni studente ha un numero identificativo ke cambia ad ogni esame. lo si apprende accedendo alla propria pagina personale del portale dell’uni, e in qsto modo è praticamente impossibile riconoscere il proprio compagno di corso quando vengono esposti i risultati.
sui redditi pubblici, c’è da sapere ke lo scandalo è scoppiato con la pubblicazione in rete.. ma in realtà è sempre stato possibile accedere a qsto tipo di informazioni privatissime, semplicemente recandosi all’ufficio delle entrate in città.
quidni pubblicarle online semplifica semplicemente il lavoro ai curiosoni e alle mafie..