Non fare debiti

o se preferisci “No debts, please” dovrebbe diventare il nuovo comandamento per gli americani (e anche per tanti europei): i disastri finanziari di questi tempi derivano da un micidiale cocktail di consumismo e credito senza freni. Tanti, negli Usa e altrove, ne stanno uscendo con le osse rotte e incattiviti dalla disperazione di finire senza casa: l’articolo “Buyers’ Revenge: Trash the House After Foreclosure” ( Wall Street Journal, 28.03.2008) ne offre un quadro impietoso e drammatico. Video e foto le farei vedere nelle scuole.

3 comments

  1. Sinceramente non avrei mai creduto che potessero succedere cose simili in una città come Las Vegas, che tutto il mondo vede come la capitale della ricchezza, del divertimento, la città dove non esistono problemi. Leggendo l’articolo noto che tutto il mondo è paese. Una cosa simile sta succedendo anche qui da noi, spesso quando si danno appartamenti in affitto e poi si vuole mandare via l’inquilino, questo prima di andarsene lascia in condizione pietose l’appartamento (a volte capita, non è una generalizzazione) e il proprietario deve spendere tutti i soldi dell’affitto per rimetterlo in sesto.

    Mi sono incuriosito e sono andato a vedere se erano tante le case in vendita derivate dai pignoramenti. Ho trovato due siti che si occupano della vendita di case foreclosure (in inglese significa pignoramento) e ne ho trovate davvero una moltitudine in vendita, per un ottimo giro di affari, anche se le stime del 2008 per il mercato immobiliare americano sono tendenti al ribasso.

    Il primo è Foreclousure che stima le sole case foreclousure in circa 250.000 unità in tutti gli Stati Uniti. Visto che l’articolo faceva riferimento alla città di Las Vegas sono andato a cercare le case in vendita nello stato del Nevada: lista delle case. Davvero tantissime a Las Vegas. Questo sito fornisce anche le foto delle case, anche se non di tutte, così si può subito vederla e in seguito chiamare se si è interessati; per quanto riguarda i prezzi vediamo che c’è ne per tutti i gusti.

    Il secondo sito invece è Foreclosurenet. Sono due siti con una homepage molto simile, che raffigura la cartina degli Stati Uniti per la ricerca della case. Anche in questo caso ho preso la lista relativa alle case del Nevada, anche qui un bel po’ di risultati. Le informazioni sono minori rispetto al sito precedente e non viene mostrata nessuna fotografia.

    Mi sono domandato se un servizio simile esistesse anche in Italia. Di siti che vendono case ce ne sono davvero tanti, ma non case pignorate. Nel cercare ho trovato Asteitalia, un portale per la compravendita di immobili, che una volta pignorati devono essere messi all’asta. Anche qui abbiamo una ricerca avanzata per tipologia e regione, non produce molti risultati però, meglio andare sulla pagina delle aste immobiliari e cercare un offerta interessante. Anche qui niente foto ma le informazioni principali vengono inserite.

  2. I disastri finanziari di questi tempi derivano da una parte dalla tendenza ad una finanza “creativa” al limite del fraudolento (basta leggere il nuovo libro del Prof. Palmieri “Finanza strutturata e fiducia tradita. I gatti e le volpi.” per farsi un’idea), con tutti quegli strumenti finanziari chiamati DERIVATI (il cui sottostante sono proprio quei mutui subprime – ad alto rischio – che hanno lasciato tanta gente senza casa) i quali assumono forme e modi alquanto difficili da interpretare e dunque da controllare, ma dall’altro lato anche da una tendenza da parte degli investitori di cercare di guadagnare tanto in poco tempo senza pensare al rischio che vi è connesso.
    Ci sono i soliti “polli” che si lasciano ingannare da tassi di interesse dell’8 o del 10% e non pensano che magari di fronte a tassi di interesse così elevati, qualche strano intrigo ci deve essere. Per parte loro poi le banche o le società di investimento non si prodigano a informare troppo gli investitori (sebbene le numerose normative al riguardo, vedi in ambito europeo la Direttiva MIFID 2004/39/CE) e mirano solo al proprio interesse.
    Finchè non ci sarà trasparenza e buona fede nell’attività finanziaria e un minimo di spirito critico da parte dei consumatori/investitori vedo difficile l’uscita da questa situazione.

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