I disservizi dei siti web universitari

Studenti.it sta conducendo un’inchiesta su “i dis-servizi dei siti web universitari“raccogliendo lamentele e segnalazioni degli studenti.

Nel marasma di critiche e lamentele che ci sono giunte, c’era anche una segnalazione ricca di complimenti inviata da una studentessa anonima di Reggio Emilia, che ci ha fatto scoprire il blog di Corrado de Francesco“: cosa devo dire? Grazie!

E’ finita che un redattore di Studenti.it (Sergio Cardella) mi ha inviato per e-mail delle domande cui ho risposto, sempre per e-mail ( intervista).

? I temi toccati sono diversi:

  • il web 2.0 e le sue possibilità per la formazione
  • gli information skills dei docenti
  • le mail ai/dei docenti
  • i blog didattici

ciascuno potrebbe essere oggetto di una o più tesi di laurea (della specialistica).

10 commenti

  1. Nel 1985 ho pubblicato un libro che si chiamava “L’università incontrollata”: sono passati più di 20 anni ma il titolo rimane valido. Il nostro sistema rimane privo di incentivi e di sanzioni per tutti gli attori che lo popolano: studenti, personale amministrativo, docenti. I disservizi così come i superservizi non portano alcuna conseguenza ai responsabili.

  2. Una questione sollevata nell’intervista è anche quella della frequenza e della motivazione che gli studenti dovrebbero avere nel frequentare: la considero una delle questioni basilari e che si dovrebbe assolutamente affrontare nelle nostre università, nelle quali la frequenza raramente viene vista come una vera e propria opportunità per apprendere.

    Nel post in cui ci si chiedeva cosa si poteva fare per migliorare il nostro sistema universitario, avevo proprio parlato della motivazione sia degli studenti a frequentare che dei professori a insegnare perché credo siano due cose che vanno assolutamente di pari passo: io sono molto sincera e non esagero se dico che in 5 anni di università di professori motivati e appassionati oppure felici e pronti ad aggiornarsi, a sperimentare nuove metodologie didattiche, ad accogliere nuove idee e a trarre stimoli dal confronto con gli studenti credo di averne conosciuti soltanto 6, un po’ pochini se consideriamo che ho dato 30 esami nel triennio e 13 nella specialistica!

    Sicuramente la motivazione è qualcosa che parte anche dallo studente stesso nel momento in cui si affaccia al mondo universitario e purtroppo la nostra facoltà spesso gode di una cattiva fama perché tanti studenti la scelgono tanto per fare qualcosa o perché sembra la meno impegnativa di tutte: allora qui un ulteriore problema si pone nella selezione iniziale che dà l’accesso al corso, ma forse questo è un argomento a parte.

    Per quel che riguarda la segreteria della nostra facoltà, invece, vorrei dire una cosa a favore: quando da Torino ho scelto di trasferirmi qui a Reggio, la cosa che mi ha colpito subito è stato invece la velocità e la cortesia con cui la segreteria ha sempre risposto alle mie e – mail in cui chiedevo informazioni sulle iscrizioni, sul piano di studi.
    Io ho vissuto tre anni in una realtà in cui la segreteria non rispondeva quasi mai al telefono,le e-mail non le considerava proprio,in cui si poteva comunicare soltanto via fax e, dopo due ore di treno per arrivare a Torino, dopo file chilometriche di varie ore negli unici due giorni di ricevimento, mi sono vista chiudere la porta in faccia perché il “tempo era scaduto” e sono rimasta col mio numero stile biglietto del banco salumi della coop in mano senza poter fare niente, se non tornare la settimana dopo.

    Sicuramente i disservizi ci sono, sappiamo che Dolly e Esse3 spesso non funzionano bene, che spesso Dolly è usata male (o meglio a volte non è proprio usata) da alcuni professori e segreteria, ma credo che la realtà di Reggio Emilia si possa reputare una realtà che ancora cerca di avere un po’ di organizzazione anche se ci sono tante cose che andrebbero migliorate in quella che Lara chiama la comunicazione dai piani alti agli studenti.

  3. Per i problemi di segreteria molto potrebbe essere fatto in forma di blog FAQ: le FAQ in forma di semplice elenco senza commento servono poco. Le segreterie, spesso, usano e-mail e word processor in modo parziale e limitato.

    Sono assolutamente d’accordo con questa dichiarazione all’interno dell’intervista. Come frequentatrice assidua dello spazio studenti su Dolly (il cosiddetto “Student’s Corner”), posso testimoniare che il documento che la segreteria ha messo a disposizione degli studenti (soprattutto a favore delle matricole che ancora non sono entrate nel meccanismo universitario) in forma di FAQ è poco completo ma soprattutto poco interattivo e, di conseguenza, ogni giorno piovono lamentele e domande da parte di chi non capisce questa o quella cosa!

    Un blog basato su diverse categorie di argomento (ad esempio: esami, iscrizioni, corsi opzionali ecc…) e sottocategorie (ad esempio rispettivamente: verbalizzazione, iscrizione esami o ancora iscrizione alla laurea triennale, specialistica o ancora corsi opzionali interni o esterni alla facoltà…) sarebbe molto utile, così non si perderebbe tempo a cercare le risposte alle proprie domande e si potrebbe interagire sia con gli studenti che ne sanno qualcosa di più sia con i responsabili delle segreteria.
    Contando il fatto che strumenti come WordPress, che trovo veramente ottimo, sono gratuiti, non vedo il motivo per cui non sfruttarli, al massimo si potrebbero usare degli stagisti per mantenerli aggiornati…Tanto non costano nulla!

    La cosa importante è comunque migliorare il collegamento, la rete di relazioni fra i “piani alti” e gli studenti, che troppo spesso si ritrovano sperduti e non sanno a chi rivolgersi, perchè oltretutto la segreteria tende a non rispondere alle mail, a parte se vogliamo qualche giovane collaboratore!

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