Curiosa la faccenda della frequenza ai corsi universitari in Italia: di solito è considerata un optional. Lo studente frequenta i corsi che vuole e nel modo che vuole. Alcuni li vedi all’inizio del corso e poi ogni tanto. Altri non li vedi proprio mai. Certi li vedi sempre: ma sono una minoranza. Ciò detto, con il solito motore, ho fatto una ricerca sul tema della frequenza. Qualcosa c’è:
- La Facoltà di Scienze della Comunicazione di Roma 1, ad esempio, afferma che “la frequenza dei corsi costituisce un elemento fondamentale della formazione, sia da un punto di vista della normativa (la frequenza in aula costituisce una parte dell’impegno previsto per l’ottenimento dei crediti formativi), sia soprattutto dal punto di vista sostanziale, per l’acquisizione delle competenze previste negli obiettivi didattici. Ciò vale soprattutto per le lauree specialistiche, nelle quali le competenze da acquisire, per loro natura, sono difficilmente riassumibili nei soli testi scritti.”
a questo punto, cosa pensi che abbia deciso di fare quella facoltà? Pensaci e poi guarda la risposta…
Ma cosa succede nelle altre facoltà di Scienze della Comunicazione? Se cerchi, spesso troverai che “la frequenza è facoltativa ma è vivamente consigliata“: ma quale docente direbbe mai per i suoi corsi che “la frequenza è facoltativa e sconsigliata“.
E all’estero? Anche in California, con il bel sole che c’è e le onde di 2 metri bisogna frequentare? Cosa cerchi per vedere come stanno le cose là?
Mi scuso per la ridondanza del doppio commento, ma in quello precedente avevo “dimenticato” di discutere l’argomento originario del topic ovvero la questione della frequenza:
sfogliando i sillabi dei vari corsi della CALIFORNIA STATE POLYTECHNIC UNIVERSITY, in molti è presente la sezione ATTENDANCE, PARTICIPATION, AND GENERAL EXPECTATIONS;
in alcuni corsi, a seconda del numero di assenze, si applica una penalità e un numero eccessivo di assenze può addirittura pregiudicare molto il voto finale.
Anche la partecipazione in classe è reputata molto importante e cruciale per l’acquisizione delle competenze al punto che il professor JEFF E. CRAVELLO, che insegna BASIC COMMUNICATION SKILLS (COMPUTER-BASED, scrive, forse anche con un velo di ironia, che il dormire in classe durante le lezioni è considerato al pari di un’assenza!
Alessandra Sorrentino
Stavo cercando informazioni relativamente alla frequenza nelle Università americane e leggendo un verbale della CALIFORNIA STATE POLYTECHNIC UNIVERSITY a proposito di una discussione fatta in senato accademico riguardante alcune questioni tra cui la frequenza, ho scovato una cosa interessante che riguarda però la questione dei sillabi.
Sono rimasta abbastanza sconvolta nel momento in cui, ricercando i sillabi dei vari corsi nelle facoltà italiane (Scienze della Comunicazione e affini) e in particolare in una facoltà abbastanza vicina, ovvero quella di Ferrara, mi sono accorta che mancano quasi sempre le informazioni essenziali per ogni studente come ad esempio i contatti del professore.
E così proprio in questo verbale ecco cosa trovo:
[…]Recommend that the University adopt a policy requiring faculty to distribute class syllabi to all students at the beginning of each quarter. Such syllabi should include, but not be limited to:
1)The instructor’s name, office location and phone number, and office hours;
2)A brief statement of course objectives and goals (if this is just limited to saying that the course covers chapters 1 through 6, so be it, just let the student know);
3)Title of required/recommended text(s) and prerequisites;
4)Tentative schedule of exams and assignments, etc.;
5)An explanation of the grading system (weighted average, percentage, class curve, other) and examination method (objective, essay, cumulative, other);
6)Policy statement regarding make-ups of assignments and exams.
Mi preme sottolineare la frase “Such syllabi should include, but not be limited to:” perché credo che evidenzi come le informazioni citate in questo verbale siano quelle essenziali che in ogni sillabo uno studente dovrebbe trovare ma che spesso nei sillabi delle università italiane non abbiamo.
Ecco la fonte: Cal Poly Pomona
Con Google ho cercato “student attendance” nei siti “.edu“.
Nelle facoltà americane ci si aspetta dagli studenti una frequenza regolare (Milwaukee School of Engineering expects all students to attend regularly and promptly all lectures, laboratories, and other sessions of courses for which they are registered. It is the student’s responsibility to add and drop classes from his or her academic schedule), pena l’espulsione dalla classe o una penalizzazione nel voto (Faculty members have the option of developing a policy concerning grade reduction or dropping students from excessive absence from class).
E’ anche necessario giustificare una qualsiasi assenza già programmata con almeno una settimana di anticipo (Excused absence for a field trip or other college sponsored activity requires one week advance written notice with the approval of the chief academic officer).
Fonte: Student Attendance Policy – Milwaukee School of Engineering
Milwaukee School of Engineering