3 commenti

  1. Non ho mai avuto particolari problemi con Firefox, anzi, per chi come me lavora con il web è assolutamente indispensabile. I suoi componenti aggiuntivi (Es. FireBug, HTML validator, etc.) ti permettono di avere 1000 scorciatoie in un solo strumento, tra l’altro Open Source!
    Per quanto riguarda la Pubblica Amministrazione c’è un interessante progetto che voglio segnalarvi: la posta elettronica certificata open source . Una svolta per cittadini ed enti pubblici.

  2. Purtroppo proprio questa sera ha sperimentato qualche limite di Firefox (nonostante io lo usi da moltissimo tempo e lo abbia sempre preferito ad explorer anche per tutti i plug in che permette di installare) anche se non ho ancora capito quale sia stato il reale problema… ma questo problema mi ha causato la totale perdita di tutti i segnalibri, tra cui alcuni molto importanti per la tesi di laurea che stupidamente non ho salvato altrove; ho provato tutte le soluzioni possibili immaginabili suggerite dall’aiuto in linea per recuperarli ma non è stato possibile.
    Così mi chiedo, proprio in questi giorni che Firefox ha installato l’aggiornamento per una maggiore stabilità di questo browser, come mai dobbiamo ancora lottare con questi problemi?

    Ammetto però di essere stata molto ingenua a fidarmi totalmente di Firefox perché, ad esempio, i segnalibri salvati su Google (a cui si ha accesso col proprio account di gmail)sono molto più sicuri, ma probabilmente ancora poco usati: vi si può accedere da qualunque computer e, a meno che non si dimentichino i dati del proprio account, credo sia sempre possibile recuperarli e consultarli.

    A proposito di dolly, purtroppo, nell’ultima settimana è stato impossibile per noi studenti fare il login e consultare le pagine dei corsi.. dunque approvo totalmente la scelta del blog per la didattica poiché molto spesso dolly ha problemi di funzionamento.

    Alessandra Sorrentino

  3. Chi usa l’open source crede di essere una specie di miracolato divino che deve insegnarti a tutti i costi la giusta via e portarti alla redenzione entro pochi istanti, al fine di non fomentare i traffici delle multinazionali.

    La mentalità è la stessa dei no-global e dei protestanti, siamo per il commercio equo-solidale, la Nestlè dà il latte in polvere alle madri africane (così i bambini si abituano, loro smettono l’allattamento al seno e sono costrette a comprare quello polverizzato) è ignobile quindi non acquistiamo prodotti Nestlè e via dicendo…

    Basta un qualunque show di Beppe Grillo per rendersi conto che la Nestlè (con il suo nome oppure sotto mentite spoglie in quanto sono società acquisite da lei) controlla il 70/80 % del mercato… cosa facciamo? Rinunciamo per sempre a Nesquik e Nescafè? E se ci dimentichiamo un prodotto e lo acquistiamo per sbaglio? Dovremmo auto-denunciarci?

    Lo stesso ragionamento si può applicare per l’open source: pagare è un reato, facciamo allora partire un progetto con licenza GNU (con la differenza che, nel caso di Wikipedia, funziona alla grande, in altri casi si arriva all’abbandono del progetto).

    Esempi concreti? DVD Shrink è un ottimo programma open-source per comprimere i vostri DVD da 9 GB a 4,44 GB (e quindi vi permette di masterizzarli facendovi delle copie di backup, che visto quello che costano non è neanche una cosa insensata). Da quando ho preso il masterizzatore DVD (dicembre 2004) ad oggi non si sono degnati di pubblicare un aggiornamento, figuriamoci un’upgrade (è un aggiornamento un pò più profondo) o una nuova release.

    Opera invece è un web browser gratuito (quindi open source), offre il multi tasking, una pagina che racchiude sotto forma di immagini le pagine preferite e permette di salvare nel nuovo formato unico MHT (un solo file con foto, immagini e animazioni, finora posseduto solo da Microsoft).
    Offre una favorevole contro-tendenza, in quanto è aggiornato, bello esteticamente e più che discreto dal punto di vista funzionale.

    Firefox vanta premi e recensioni, ma dal punto di vista tecnico e strutturale cambia poco nei vari aggiornamenti (anche se gli va reso atto che se li scarica e se l’installa da solo).

    L’open-source, per concludere, tende ad essere più macchinoso e psante rispetto alle versioni a pagamento. Ho lavorato in un ufficio della mia zona ed i miei colleghi stavano impazzendo con OpenOffice in quanto non riuscivano a compiere le più basilari operazioni (taglia, copia e incolla) e non conoscevano le scorciatoie da tastiera (CTRL+ Z,C e V) ed i tempi di caricamento erano estenuanti.

    Ma l’open source non dovrebbe esser un’alternativa PARI REQUISITI alle versioni a pagamento? Perchè, se non pago, devo impazzire per migrare il mio modo di lavorare e aspettare ore di caricamento?
    Questo dovrebbe esser un punto su cui lavorare: anzichè curare 100 progetti diversi meglio concetrare le energie su uno solo e renderlo realmente competitivo, anzichè tanti piccoli paesini che alla fine non riescono a sostenere la competizione con la grande metropoli.

    Marco

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