Volevo laurearmi con la lode

e invece mi presi un banale 110. Allora come oggi i 110 erano davvero frequenti nelle facoltà di massa (Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione, Psicologia, Formazione, ecc.) e mi dava molto fastidio l’idea di rimanere a quel livello di massa. All’epoca volevo fare la carriera accademica e pensavo che il voto fosse tutto. O almeno così immaginavo. Fatto sta che in quel mese di giugno di tanti anni fa un colloquio con un membro della commissione che doveva attribuire le ultime borse nazionali disponibili fu determinante nel farmene avere una. Poi partii per il servizio militare: sono sicuro che anche con una lode sarei finito lo stesso a Barletta a fare il soldato semplice in un reggimento punitivo. Un paio d’anni dopo feci domanda per una borsa per gli USA: nei colloqui per le borse Harkness ( sito web) e poi Fulbright ( sito web) nessuno si sognò di farmi notare che non avevo la lode e mi diedero una borsa. Se la faccenda del voto non contò nulla quando ero neolaureato e avevo 22 anni figurati quanto poté contare negli anni seguenti.

Il mio caso può rappresentare l’eccezione che conferma la regola ma non ne sono per nulla certo. Non voglio generalizzare: può darsi che se mi fossi laureato alla Bocconi o al Politecnico la laurea con 110 e lode sarebbe stata il sine qua non per entrare in certe aziende. Nei tanti colloqui che ho fatto da entrambe le parti del tavolo mi sono reso conto che quello che dici e quello che sei sono i fattori cruciali. Devi avere qualcosa da dire a chi ti sta di fronte e devi esserne convinto. E questo non dipende certo dall’aver preso la lode in sede di laurea.

Un commento

  1. Riagganciandomi al precedente intervento sull’importanza dei voti, sono dispiaciuta che accadano ancora episodi come quello successo al conoscente di Michele. In quel caso mi pare si parlasse di un 99, che è un voto certamente inferiore ad un 110, ma resta comunque un ottimo voto di laurea, a parer mio.
    In ogni modo ho speranza che la maggior parte dei datori di lavoro si comporti come esposto da Cordef:
    “Nei tanti colloqui che ho fatto da entrambe le parti del tavolo mi sono reso conto che quello che dici e quello che sei sono i fattori cruciali. Devi avere qualcosa da dire a chi ti sta di fronte e devi esserne convinto. E questo non dipende certo dall’aver preso la lode in sede di laurea.”
    E’ esattamente quello che penso io e un paio di miei amici me l’hanno confermato con le loro esperienze.
    Tutte eccezioni che confermano la regola? Spero proprio di no!!!
    Ps. Non ho ancora capito a cosa serve il voto preso alla maturità… Ma questo è un altro discorso!

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