è ben inferiore a quanto gli studenti credono. Il fatto è che i voti:
- sono spesso inflazionati
- non hanno lo stesso peso in tutte le facoltà e sedi (→ post Il talento dei laureati cambia con le sedi)
- non testimoniano il possesso di reali capacità (→ post Quando la laurea è un pezzo di carta)
- possono essere conseguiti in tempi assai diversi grazie alla prassi del gratta e vinci (→ post Il paese del voto rifiutato).
Questo ultimo punto è assai importante: tra un laureato con 110 che si è laureato fuori corso di uno-due anni e uno che si è laureato in corso senza 110 tu chi prenderesti? Io quello che non ha perso tempo.
Perché scrivo queste cose? Perché giovedì scorso ero in commissione di laurea e mi sono trovato ancora una volta davanti alla questione dei voti. “Richieste di punti” di colleghi che volevano dare qualcosa in più ai propri laureati. E così doppi correlatori per verificare che si potessero dare 2-3 punti in più. E questa cosa bizzarra dei correlatori che davanti a nonne, mamme e papà fanno un po’ di tennis verbale con il laureando per far vedere che la laurea è una cosa seria. Ma non sarebbe meglio se la tesi venisse davvero discussa quando è ancora in divenire e non è già finita in copisteria? Domande retoriche che testimoniano la mia fondamentale stupidità e che metto ancora una volta nero su bianco solo per rispondere ad un imperativo che non riesco a seppellire sotto un mucchietto di conformità e abitudine.
? Ma all’estero succede lo stesso? Il voto di laurea assume questa importanza grottesca? Ecco un tema per una tesi o tesina di laurea (che magari potrà farti avere dei punti in più).
Il mio compagno di master ha conseguito una triennale clefi(finanza),e la specialistica è il master che stiamo facendo.
La scuola,l’escp-eap, è una scuola francese con sede in 5 paesi europei(Parigi, Torino, Londra, Madrid, Berlino).Il financial times l’ha classificata prima buisness school d’italia e 6 in un europa.La scula è a pagamento ma sono disponibili finanziamenti(senza fideiussione,il master garantisce) e borse di studio, inoltre la media del primo stipendio ti permette(crisi a parte) di ripagarti abbondantente il master in un anno.
Le lingue dipendo dal percorso che scegli,io faccio il mebj(January intake) e i miei due semestri sia a Torino che a Londra sono e saranno in inglese.
Per quanto riguarda la domanda provo a chiarire:
Ogni settimana due aziende vengono a scuola e fanno una presentazione di se stesse poi il/la recruiter è a disposizione per eventuali domande e per raccogliere curricula. Io per esdempio ho avuto un lusso ancora maggiore; avendo io una triennale in SCO e assumendo loro solo dà ingenieria ed economia ho pianificato con l’adetta agli stage(che ci segue personalmente) una strategia per poter applicare alle aziende di consulenza e la recruiter di McKinsey mi ha dato un feedback sulla strategia.
Michele posso chiederti un pò di cose?
1_Il tuo amico che indirizzo di laurea ha conseguito? 3 o 5 anni?
2_il tuo compagno ha quindi sostenuto il colloquio o l’azienda gli ha concesso il lusso di una risposta personale?
3_Che tipo master frequenti tu? L’inglese è incluso come insegnamento?
Ragazzi ho sentito delle cose che mi hanno sorpreso e per questo voglio portarvi la mia di esperienza: sono tre mesi che frequento un master all’ interno del quale ci sono almeno due compani presentation alla settimana, e un carier day al mese.
Negli ultimi 3 mesi ho parlato quindi con più di una ventina di recruiter: si se vuoi andare a impilare gli amaretti il voto non conta molto ma se vuoi lavorare in aziende con un alto stipendio e possibilità di cariera è solo la base.
Anche io la pensavo come voi ma state un pò a sentire…
La recruiter di McKinsey(ITALIA),una delle aziende di consulenza più rispettate al mondo(quelli che vengono licenziati da lì se va male finiscono nel CDA di unicredit) risponde a un mio compagno che si lamentava del fatto che il suo 99 vale molto di più di 110 presi in altre facoltà:” Vede sig. Mxxxxxxi noi siamo una azienda che investe nei talenti più che in ogni altro settore ma ci arrivano circa seimila curricula all’anno. Sotto al 107 i curricula vanno nel cestino diretti….magari qualche talento potremmo anche perdercelo ma non c’è altra soluzione.” Certo il voto non è tutto, tant è che li fai tre interview da una giornata l’uno, e il coloquio conta di più ma bisogna arrivarci.