Un articolo sull’appassionato blog di Milady de Winter, gagliarda supplente di scuola media, mi ha fatto capire perché insegnare nelle università italiane è difficile. E’ difficile perché molti degli studenti che trovo agli esami sono transitati da scuole così. Classi polpettone in cui si mischia tutto: capaci e incapaci, torpidi e brillanti. Succede lo stesso all’università, almeno nelle facoltà che ho conosciuto (Comunicazione, Sociologia, S. Politiche, Formazione). Quale politico nostrano avrà mai il coraggio di introdurre un po’ di selezione e di differenziazione nell’università esamificio/diplomificio dove qualsiasi attività è opzionale come nei villaggi del Club Med? Tra qualche giorno incominceranno a farci vedere i “programmi”: vedremo.
Certo che se comincia a leggermi un prof universitario dovrò dare una sfoltita al mio lessico delle grandi occasioni
Milady, non so se dicevi sul serio, ma se posso permettermi: non farlo! Ho letto oggi per la prima volta il tuo blog e, oltre al fatto che andrà dritto dritto tra i miei Preferiti, penso che proprio la tua straordinaria “vitalità verbale” (unita ovviamente ad un modo di raccontare davvero appassionato e sincero) sia uno dei suoi punti di forza.
vai benissimo così. I prof univ non sono più quelli di una volta e io sono un atipico. Spero invece che ti legga un editore che ti faccia pubblicare un libro da 1.000.000 di copie così in profumeria ti stendono un tappeto fin in strada.
Ciao,
Corrado
Grazie due volte allora. Il mondo dei blog e lo scambio di opinioni con colleghi e amici (virtuali o meno) è diventato una risorsa preziosa per mettere in discussione il mio lavoro. Certo che se comincia a leggermi un prof universitario dovrò dare una sfoltita al mio lessico delle grandi occasioni…