Da dove arrivano i guai dell’università

Un articolo sull’appassionato blog di Milady de Winter, gagliarda supplente di scuola media, mi ha fatto capire perché insegnare nelle università italiane è difficile. E’ difficile perché molti degli studenti che trovo agli esami sono transitati da scuole così. Classi polpettone in cui si mischia tutto: capaci e incapaci, torpidi e brillanti. Succede lo stesso all’università, almeno nelle facoltà che ho conosciuto (Comunicazione, Sociologia, S. Politiche, Formazione). Quale politico nostrano avrà mai il coraggio di introdurre un po’ di selezione e di differenziazione nell’università esamificio/diplomificio dove qualsiasi attività è opzionale come nei villaggi del Club Med? Tra qualche giorno incominceranno a farci vedere i “programmi”: vedremo.

12 commenti

  1. Sempre parlando di università e problemi legati all’istruzione, vorrei postarvi un mio articolo (diviso in due post)sull’argomento: http://cobain86.blogspot.com/2008/02/lumanit-del-prof-parte-1.html e http://cobain86.blogspot.com/2008/02/lumanit-del-prof-parte-2.html .

    Approfittando di questa prestigiosa vetrina mi piacerebbe ricever commenti da due esperti del settore quali Milady e De Francesco; oltre che insegnanti avete un blog dove scrivete quotidianamente quindi direi che siete più che qualificati ;-).

    Un saluto a tutti, Marco

  2. Ho letto anch’io il blog di Milady ed è passato di diritto nei miei Preferiti.
    Ma concordo con i miei colleghi: i lessico va benissimo così, non cambiarlo!

    É ottimo, scorrevole, si legge d’incanto, se tutti i libri di testo fossero scritti con la stessa immediatezza si studierebbe in una metà del tempo.

    Continua così Milady e speriamo che la tua perseveranza porti alle superiori adolescenti curiosi di conoscere ed imparare e all’università persone mature.

    Marco

  3. Anche io ho dato una guardata al blog di Milady e devo dire che lo trovo divertente e appassionante non solo per le storie di vita quotidiana ma soprattutto per il linguaggio adottato, ironico, semplice, accattivante..

    Continua così Milady, il blog deve essere un “momento” di vita quotidiana e anche se si è letti da professori o dottori non vedo perchè adeguare il linguaggio al pubblico..Credo sia molto più spontaneo così com’è e soprattutto rende la lettura molto più agevole che certe cose che mi capita di scrivere per lo stage (un burocratese al limite dell'”isterico” oserei dire…ad esempio frasi come “Ci corre l’obbligo” o “dettagliarmi la problematica“…ma daiii ma chi usa più questo italiano??!!)

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