Ciao! Sono Corrado de Francesco

Fino al 2022 vivevo in Val d’Aosta in un paesino di 100 abitanti a 1680 metri (→ foto di La Magdeleine).
Ho iniziato questo blog nel 2007 quando insegnavo Nuovi media e Editoria multimediale alla facoltà di Scienze della comunicazione e dell’economia dell’Università di Modena e Reggio Emilia (sede di Reggio Emilia). Il blog era pensato per i miei studenti. Nel febbraio 2011 ho lasciato l’università: il blog rimane in vita ma i suoi interessi cambiano.

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Ingredienti e link
Sono nato a Milano nel 1952 e lì ho vissuto sino alla laurea nel 1974. Dopo il servizio militare (1974-75) sono stato borsista del Consiglio Nazionale delle Ricerche all’Università di Milano. In seguito sono stato visiting scholar (Fulbright fellow) alla University of California, Berkeley (1977-78), research associate all’European Institute of Education and Social Policy (1979-80), visiting scholar CNR-NATO alla University of California, Los Angeles, ricercatore al Dipartimento di Sociologia dell’Università di Milano (fino al 1996).
Nel 1997 ho lasciato l’università per dedicarmi a tempo pieno alla progettazione e realizzazione di applicazioni di database e infobase (ipertesti sviluppati con Folio Views, un software di electronic publishing utilizzato per creare basi ipertestuali di grandi dimensioni pubblicabili on-line e off-line).
Nel 2001 ho ripreso a insegnare in università, prima come docente a contratto e dal 2005 come professore associato. Dal 1° gennaio 2008 sono in attesa del giudizio di conferma: vedremo come va a finire (→ post del 28.02.2008). Dal 2001 tutto quello che ho scritto ha avuto come obiettivo l’aumento degli information skills degli studenti universitari:
- Lavoro e tempo libero con Acrobat
Lulu.com, 2007 (e-book pdf scritto con P. Santachiara) - Insegnare con i nuovi media
Lulu.com, 2007 (e-book pdf scritto con P. Santachiara) - Testi e nuovi media.
Apogeo, Milano, 2005 (e-book pdf). - Tesi e tesine con Pc e web.
(scritto con Giovanni Delli Zotti)
FrancoAngeli, Milano, 2004. - Lavorare con i numeri dell’istruzione. Leggere, progettare e fare tabelle.
FrancoAngeli, Milano, 2001. - Computer e Internet per lavorare con i testi
FrancoAngeli, Milano, 2001.
In precedenza, per alcuni anni (dal 1974 al 1986), avevo compiuto studi e ricerche su temi di sociologia dell’educazione. Rientrato in università nel 2001 mi è capitato di occuparmi ancora di questi problemi:
- Università: cose da sapere, cose da fare
Apogeo, Milano, 2006 (e-book pdf scritto con Paolo Trivellato). - Web e produzione di testi universitari
2006 (paper pdf) - Web e dati sull’università
2004 (paper pdf). - Web e produzione di testi all’università
Mestiere di scrivere, 2003 (e-book pdf).
Hoops! Tra le “pubblicazioni” dimenticavo i sillabi dei miei corsi: già, ma un sillabo può essere considerato una pubblicazione?
Questo blog mi sembrava la naturale evoluzione di quanto avevo fatto prima: trasferire conoscenze utili usando la tecnologia disponibile.
Adesso, però, tutta questa storia è finita e l’università la vedo lontana in una nebbiolina. Cosa faccio? Scio, viaggio e dipingo con acrilici su sassi, legno e carta.
Ha ragione su mille cose: i perditempo, le riunioni inutili, il fatto che si possa mantenere il contatto con gli studenti via e-mail (lo faccio anch’io) o altro. Oggi per esempio sono stato in ufficio tutto il giorno ma avrei potuto benissimo essere in Valle d’Aosta, dato che non ho avuto contatti significativi dal vivo con nessuno. Pero’ nella vita del mio Dipartimento vedo che “esserci” per mandare avanti le cose (e non solo il proprio corso) vuol anche dire “esserci” fisicamente o almeno “essere a tiro”. Sull’argomento poi del lavoro extra accademico e dei vassallaggi politici sono d’accordo con lei nella sostanza ma non direi che chi viene in Universita’ lo faccia per quello (di solito quelli stanno a Milano ma nei loro studi privati o in giro a fare altro). Cmq. io sono un matematico e non ho alcuna attivita’ extra. Cordiali saluti, Maurizio V.
Chiariamo un po’ di cose:
per tanti anni ho vissuto a Milano e sono andato in università (a Milano) ogni giorno, dal lunedì al venerdì. All’epoca Internet non esisteva e per “fare ricerca” si usavano le biblioteche.
Abito in montagna dall’agosto 2006: è passato un anno e mezzo da allora. Il paradosso è che malgrado la distanza fisica che mi separa dalla sede accademica sento di dedicare alla didattica molto, molto più tempo della media dei miei colleghi. Questo blog è un modo di fare didattica, così come lo è l’e-mail. Posso garantire che gli studenti apprezzano questi metodi e lo dimostrano con la quantità di contatti (e-mail e commenti).
Internet ha cambiato il modo di fare didattica e di fare ricerca: insegnando materie come Nuovi media o Editoria multimediale mi sembra naturale sperimentare su di me ciò di cui parlo a lezione. Ricevere il lavoro degli studenti in forma di file via e-mail e non a mano, stampato su carta. Rispondere ai loro quesiti via e-mail senza fargli fare la coda davanti all’ufficio come capita di solito.
Avendo fatto il presenzialista per tanti anni so anche che la presenza non è di per sé sinonimo di produttività. Alla mail di un perditempo si risponde in un attimo, al perditempo in carne ed ossa si deve dedicare molto, molto più tempo. Vogliamo poi fare il conto dei giorni-uomo assorbite da riunioni in cui si ufficializzano decisioni prese altrove?
Ci sono svantaggi a stare in montagna? Certo, lo svantaggio principale è che si perde la possibilità di fare il lavoro extra-accademico: la vera attività di tanti accademici italiani. Niente marchette da qua. Niente vassallaggio politico come consigliere dell’assessore di turno. Niente presenzialismo a eventi fini a se stessi.
Non ho nessuna pretesa che sia così dappertutto e per tutti. Dico solo che per il 2008 io farò così, poi tirerò le somme e deciderò se andare via o meno.
Io abito a Milano e insegno al Politecnico di Milano e quando vedo chi scrive “vivo in valle d’Aosta e insegno a Parma”, “vivo a Napoli e insegno a Venezia” resto molto perplesso. Mi sembra che Lei abbia un posto di ruolo e non capisco come si possa partecipare veramente alla vita universitaria, che e’ fatta di incontri e colloqui quasi quotidiani con colleghi e studenti, oltre che di lezioni, vivendo cosi’ lontano. OK, ci sono le e-mail, il telefono e tutti gli strumenti multimediali che sappiamo ma io vedo (a cominciare da me) che chi contribuisce veramente alla vita dell’universita’ in ufficio ci va tutti i giorni tutto l’anno perche’ le interazioni e la presenza personale sono fondamentali. Ci sono tante cose che non vanno nell’universita’ italiana e questa e’ una di quelle. La sua esperienza e’ diversa? Mi scusi per la franchezza. Cordiali saluti, Maurizio V.