Sassi, sassi e ancora sassi…

Amo molto Kithira per la grande abbondanza di sassi. Da bambino la sabbia mi piaceva perché era ottima per giocare con le biglie. Poi, diventato più grande ho incominciato a detestarla: sempre tra i piedi, anzi tra le dita dei piedi. Per diversi anni il mare l’ho lasciato perdere: i bagni li facevo nei torrenti e laghi di montagna. Anzi il mio posto preferito era la Valgrande dove l’acqua scorreva su fantastiche rocce lisce senza sabbia (e gente…) fra i piedi.

Solo da una decina d’anni sono tornato a frequentare il mare. Dopo qualche volta in Italia, alla ricerca disperata di spiagge libere e non affollate, sono approdato alle isole della Grecia. Là, una volta spiaggiato, un po’ per caso mi sono messo a colorare i sassi che trovavo sulla battigia. I primi pennarelli erano dei Carioca comprati in un negozietto di Schinoussa (piccole Cicladi). Molti sassi li lasciavo lì dove li avevo trovati a vantaggio dei turisti. Se ripassavo dallo stesso posto qualche giorno dopo non li trovavo più, chissà magari qualcuno era finito in valigia oppure era solo stato lanciato in mare.

Comunque sia, un sasso oggi e un sasso domani ho man mano sviluppato una passione. A Naxos poi, in una cartoleria sul lungomare ho scoperto i pennarelli acrilici Uniposca e con quelli i miei sassi hanno incominciato a prendere colori più vivi. La produzione è aumentata via via. Per fortuna a Kythira abbiamo incominciato a frequentare l’hotel Anemes e a conoscere il suo proprietario Paschalis. All’Anemes molti dei miei sassi hanno trovato ospitalità. Adesso, quando vedo quelli di qualche anno prima mi viene voglia di “rifarli” ma Paschalis è un po’ restio, preferisce mantenerli nella loro forma originale anche se ormai i colori non mi soddisfano più. Già, il fatto è che solo da poco tempo mi sono abituato a usare uno spray fissativo per proteggere i colori. Non solo: da un paio d’anni uso i colori acrilici solo dopo avere coperto la superficie con un fondo di bianco.

Va bene, non facciamola troppo lunga: se ci tieni, in questo blog trovi diversi post sulla Grecia con foto di sassi colorati degli anni scorsi.

Qui sotto una galleria di sassi dipinti quest’anno. Molti li avevo già “pubblicati” su Instagram. Poi oggi ho letto un articolo di Paul Krugman (premio Nobel di economia e acerrimo nemico dell’orrido Trump) che mi ha fatto riflettere. Avevo del resto già avuto un senso di nausea quando avevo visto la foto dei vari Zuckerberg, Bezos, Musk ecc. all’insediamento di Trump:

Questo, comunque, l’articolo di Paul Krugman di cui parlavo e che mi ha fatto pensare “Facebook e Instagram: fuck you”.
https://open.substack.com/pub/paulkrugman/p/america-has-become-a-digital-narco?utm_campaign=post-expanded-share&utm_medium=web

L’articolo di Krugman e la faccia di Zuckerberg sono stati utili per spingermi a cancellare la mia presenza su Instagram e Facebook. E a ritornare a questo blog.

Detto ciò, torniamo ai sassi. Qua sotto ne vedi un po’:

Attenzione: sono tutti sassi Greci! In Sardegna ce ne sarebbero di belli ad esempio sulla spiaggia di Coccorrocci ma, come forse sai, a prenderli si rischia una multa salata…

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